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Amore ai tempi del colera
Voce e suoni di un amore

amore ai tempi del colera

La sensazione di caldo, l’odore di spezie e caffè, i sapori pungenti e dolci, il fumo del tabacco e la polvere delle strade, è il Latino America di Gabriel Garcia Màrquez quello che d’improvviso cala sullo spazio scenico e si propaga tra le sedie degli spettatori nell’Amore ai tempi del colera – per la regia di Cristina Pezzoli – “operita musical per cantattrice e suonatori” come suggerisce il sottotitolo di questo spettacolo.

Ancora una volta, per la rassegna Stanze (www.lestanze.eu), il pubblico si ritrova in una camera d’appartamento per partecipare al rito laico del teatro, in una dimensione intima tra il familiare e il voyeuristico, accompagnati e sedotti dalla voce e dalla presenza scenica del maestro di cerimonie che è l’attore.

È Laura Marinoni, coinvolgente e poli premiata attrice, a condurre tutti in un luogo magico e sorprendentemente reale: quello della storia d’amore, lunga una vita, tra Florentino Ariza e Fermina Daza, protagonisti del romanzo di Màrquez.
Quando lo sguardo di Florentino si posa per la prima volta sul volto di Fermina sono entrambi giovanissimi e quell’istante, inatteso eppure così potente, resta scolpito nella memoria di entrambi per tutta la vita. È la scintilla che fa nascere un amore, tanto puro, quanto profondo e ostinato. Da quell’indimenticato istante dovranno passare però “cinquantatré anni, sette mesi e undici giorni, notti comprese” prima che il loro sogno riesca a coronarsi. Ma quei cinquanta e passa anni non sono solo giorni che trascorrono, sono vite che vanno avanti, strade che si dividono, famiglie che si formano, amanti che si susseguono, l’età che avanza e i corpi che incanutiscono. È solo l’amore a restare immutato, non invecchia, magari si lascia trascurare, a tratti quasi dimenticare, ma continua ad ardere, come la brace sotto la cenere, e quando lo si scopre ci si accorge che è tanto più intenso quanto più s’approssima alla morte.
La drammaturgia dello spettacolo adatta il testo del romanzo, riducendolo nella durata, come il teatro del resto necessita, e ne mantiene lo spirito. L’attrice dà voce non solo al narratore, ma a tutti i personaggi coinvolti, li incarna e gli dà vita, tratteggiandoli con brevi accenni, aiutandosi con piccoli oggetti di scena, cambi d’abito, cappelli e parrucche. Ma ciò che sposta tutto su un piano di ulteriore intensità e interesse nella rappresentazione è il fatto che non si tratta di una semplice prova d’attore monologante; Amore ai tempi del colera, come appunto diceva il sottotitolo, è in realtà una piccola opera musicale, dove la musica accompagna tutto lo spettacolo viaggiando parallelamente alla voce dell’attrice, facendole da spalla e sostenendola. La prosa, infatti, si trasforma modulandosi in canto attraverso la voce di Laura Marinoni, che viaggia sensualmente tra l’una e l’altro senza soluzione di continuità.

I musicisti Alessandro Nidi e Marco Corona, con i loro strumenti, costruiscono una vera e propria “scenografia” musicale, definiscono gli ambienti, le atmosfere, gli stati d’animo, i sottotesti dei personaggi e degli eventi. La musica fa scivolare dolcemente lo spettatore su un piano che tenta di trascendere la scena, come se rimandasse a uno spazio altro che è l’universo emotivo, più che fisico, della storia.

Florentino e Fermina, con i loro amore e le loro storie, tornano a vivere evocati dalla voce e dalla musica e in quel preciso istante, insieme a loro, il tempo si ferma e lo spazio si dissolve, lasciando che una brezza emozionale attraversi il pubblico trascinandolo con sé.

Amore ai tempi del colera
Operita musical per cantanttrice e suonatori
con Laura Marinoni
Alessandro Nidi (tastiera)
Marco Caronna (chitarra e percussioni)
regia Cristina Pezzoli
produzione Nidodiragno / Coop CMC
in collaborazione con Infinito srl e Il Funaro / Pistoia
foto di Ilaria Costanzo
 

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Sull'autore

Stefano Ruggeri