Venezia 74 Schede Cinema Filmcronache

DISAPPEARANCE (Ali Asgari)

Disappearance

I registi iraniani contemporanei vivono un destino comune, cercano di fare cinema, un ottimo cinema, rinchiusi in uno spazio stretto e difficile da vivere, tra la censura dello Stato e il richiamo culturale dell’Occidente. Nel mezzo stanno registi come Ali Asgari, abili nel costruire storie che possano essere lette con prospettive diverse: dal punto di vista della dittatura iraniana e della società conservatrice farsi come film morali che servano ad additare le vie sbagliate alle giovani generazioni; dall’altro punto di vista ci siamo noi, ci sono le nazioni democratiche che ammirano il coraggio dei registi iraniani nel denunciare la violazione dei diritti umani e dell’individuo
Proprio del diritto fondamentale alla salute tratta questo film, il diritto delle donne ad essere trattate alla pari degli uomini, il diritto a poter essere curate senza la compresenza di padri o mariti a fare loro da garanti, il diritto ad avere affetti e una vita sessuale senza doverne rendere conto allo stato.

Disappearance racconta di una giovane coppia di Teheran che si trova di fronte a un grave problema di salute della ragazza, lei ha una forte emoraggia che sembra non fermarsi. I due giovani vanno di ospedale in ospedale, tra pubblico e privato, in cerca di aiuto, ma nessuno è disposto a ricoverare la giovane donna e a prestarle le cure mediche di cui ha immediatamente bisogno. Le regole dello Stato non le permettono di essere curata da sola, seppure in grave stato di salute. Mentre i due neo-fidanzati cercano di trovare una soluzione al problema, devono al contempo tenere nascosta la situazione ai propri genitori. La coppia si trova di fronte a un futuro incerto, traendo collaborazione e conforto solo dai coetanei e dagli amici. Il film mette in luce una generazione giovane e vogliosa di vivere, posta tra le tradizioni conservatrici che regolano la nazione e i desideri dell’epoca contemporanea, una generazione che affronta ogni giorno limiti di libertà, una generazione che costruirà l’Iran del domani.

 

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Sull'autore

Simone Agnetti