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IL PICCOLO TEATRO: UN ESEMPIO INTERNAZIONALE
A Palma di Maiorca la #SdC di Padova come relatore alla conferenza sui contenuti alternativi al cinema

Venerdì 6 aprile Massimo Salasnich ha partecipato, in rappresentanza del Piccolo Teatro di Padova, alla “Conference” prevista nel corso delle giornate professionali sui “contenuti alternativi” al cinema nella manifestazione Mallorca Arts on Screen“: tre giorni di Festival e due giorni di Convegno alla prima edizione organizzata a Palma di Maiorca. L’invito alla sala della comunità patavina è giunto dall’organizzatore e direttore della manifestazione Giovanni Cozzi, general manager del circuito di distribuzione “Rising Alternative”.
Massimo Salasnich è vice Presidente e programmatore, con Luciano Fornasiero, della stagione lirica del Piccolo Teatro.
L’organizzatore – che ha conosciuto la realtà del Piccolo Teatro quale distributore di opere live e registrate da Opèra di Parigi,  Liceu di Barcellona, Dresdensemperoper, Salzburg Festival, per citare solo alcuni teatri – ha fortemente voluto la partecipazione della sala padovana, assieme ad altre due sale europee (Van Dyck di Salamanca e Budapest film della capitale ungherese) nella sessione in cui esporre il “come” – “How” si possano raggiungere gli incredibili numeri che il Piccolo Teatro raggiunge tuttora nel settore dei contenuti alternativi, in primis l’opera, ma anche arte e balletto.

Il Piccolo è stata quindi indicata come una delle sale componenti del “club 150+”, cioè delle sale con una media superiore ai 150 spettatori: attualmente il Piccolo ha una media di circa 240, ed interagisce con tutti i maggiori circuiti, oltre a Rising Alternative, quali Rai Com per la Scala ed altre produzioni italiane, Nexo per Royal Opera House di Londra, QMI Stardust per Metropolitan di New york, i quali hanno nel Piccolo un interlocutore da …inseguire ed assecondare.

Alcuni di quelli che si ritengono essere i “segreti” del “come” riuscire a raggiungere tali risultati, esposti dal Piccolo ad una platea di oltre 60 operatori del settore di tutta Europa, sono in sintesi:

1) la particolare natura della sala e la passione dei volontari, un centinaio dall’apertura nel 2001, oggi operativi in circa 60 unità, che si inseriscono in una realtà tutta italiana come le “Sale della Comunità” di proprietà di parrocchie o enti religiosi, in questo caso i salesiani di Don Bosco in Padova. Volontari sono anche il consiglio direttivo e l’amministratore.

2) il coinvolgimento degli spettatori, sempre più fidelizzati, nel farli sentire “a casa” e coccolati (si veda l’intervallo delle opere in cui c’è rigorosamente la proposta della pizza al taglio, l’addobbo con la corsia rossa ed altri accorgimenti per la “prima della Scala”, incluso il buffet gratuito con richiesta di offerte da destinare alla Caritas locale,  il sondaggio a fine stagione tra tutti i partecipanti con le anticipazioni per la stagione successiva per condividere il più possibile le scelte, tra amanti di Verdi e di Puccini, cantanti e direttori d’orchestra lodati o ricusati, realizzazioni registiche tradizionali o innovative…);

3) il massiccio investimenti pubblicitario e promozionale per ogni evento, come se si trattasse di un evento sul palcoscenico, e non come un film di programmazione ordinaria: autonomia nella realizzazione grafica con poster di dimensioni all’epoca (nove anni a questa parte) non pensate dai distibutori del settore, locandine proprie in cui meno attenzione all’aspetto artistico/decorativo e più alla comprensione del messaggio (titolo e data in grande, foto in primo piano dei cantanti protagonisti);

4) le campagne abbonamenti  con la telefonata personale agi abbonati, l’affezione di molti al  “proprio” posto, avendo la prelazione anche per la stagione successiva ma anche la proposta di titoli fuori abbonamento, realizzando complessivamente ben 18  titoli di opera nell’intera stagione, oltre a documentari d’arte e balletti;
5) la “contaminazione” tra pubblico dei vari generi di spettacolo (cinema/teatro/lirica/arte) che negli anni è sempre più aumentata, evidenziando in occasione ad es. degli appuntamenti di teatro le particolarità ed il successo degli appuntamenti di lirica sullo schermo, invitando gli spettatori a fare una “prova”, la proiezione dei  trailer delle opere liriche prima dei film ecc.
6) anche i balletti (due all’anno) e i musei (quattro all’anno) riscuotono successo, e risentono maggiormente della particolarità del loro contenuto: nella stagione in corso “Loving Vincent” ha sbaragliato il campo, tanto da essere riproposto più volte a distanza di settimane, con la sala sempre gremita.

Anche gli eventi pop-rock, dedicati ad un pubblico parzialmente differente (i concerti evento dei Pooh e di Vasco Rossi) hanno trovato una buona audience al Piccolo.  Tutti questi elementi, insieme. hanno trovato una giusta alchimia che continua da quasi dieci anni.

Al termine della sessione è stato suggellato il “gemellaggio” tra Piccolo Teatro Don Bosco di Padova e il cinema Van Dyck di Salamanca, con cui sono emerse molte affinità operative e strategiche, soprattutto nel campo dell’opera lirica.

In chiusura del convegno sabato 7 aprile c’è stata poi la cerimonia di premiazione della prima edizione dei Premi Festival Mallorca Arts on Screen (MAS).Le sale europee che si distinguono per la loro programmazione culturale ed i numeri di affluenza (tra cui il Piccolo Teatro) avevano partecipato alla compilazione di una prima selezione, giungendo ad una lista delle migliori produzioni proiettate nelle loro sale nel 2017. Una giuria composta da esperti e professionisti ha poi stilato la classifica di ogni sezione, dichiarando vincitori:
opera lirica: Andrea Chénier
, Teatro de la Scala di Milano (Rai Com)
arte: Hokusai
 (The British Museum)
danza
Le Corsaire, Bolshoi  Mosca (Pathé Live)
teatro
Cyrano de BergeracComédie Française (Pathé Live)

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