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LOOKING FOR OUM KULTHUM (Shirin Neshat)

Oum Kulthum

Looking for Oum Kulthum è un’altra pellicola iraniana presentata al Lido in quest’edizione 2017, diretta dalla poliedrica artista Shirin Neshat che nel 2009, proprio alla Mostra di Venezia, si era aggiudicata il Leone d’Argento con la sua opera prima Donne senza uomini.

Per affrontare ancora una volta la questione della condizione della donna all’interno degli autoritarismi del mondo islamico, Neshat sceglie come protagonista della sceneggiatura Mitra, un’ambiziosa regista iraniana decisa ad inseguire il suo sogno: realizzare un film sull’artista egiziana Oum Kulthum. Quest’ultima fu una voce leggendaria per l’intero mondo arabo, basti pensare che il Parlamento Egiziano sospendeva le sedute per ascoltarla alla radio e che il suo funerale al Cairo radunò 4 milioni di persone. Come interprete della cantante Mitra sceglie Ghada, una giovane insegnante, all’apparenza fragile e insicura, su cui la regista scommette e decide di investire.

Si tratta di un film tutto al femminile, in cui viene mostrato, attraverso la figura principale di Mitra, lo scontro con una società conservatrice e dominata dagli uomini. Mitra paga caro, infatti, il prezzo delle sue scelte: non solo soffre per la lontananza dalla famiglia e dalla terra d’origine, ma deve continuamente fare i conti con i pregiudizi di alcuni dei suoi collaboratori, che non la ritengono nemmeno in grado di comprendere la figura di Oum Kulthum.

Durante le riprese, la notizia della scomparsa del figlio fa sprofondare Mitra in una crisi personale ed artistica, che la mette in discussione come donna e come professionista. Esprimendo questo stato d’animo nell’opera che sta realizzando, Mitra decide di voler raccontare l’essere umano dietro al mito di Oum Kulthum, non l’icona che tutti conoscono.

Piuttosto indecisa nella drammaturgia, ma incisiva e raffinata nella scelta delle fotografia (d’altronde Shirin Neshat è prima di tutto una visual artist), la pellicola porta lo spettatore in un film dentro al film, rinunciando alla separazione netta tra le riprese della regista Neshat e quelle della regista Mitra, quasi a suggerire la possibilità di sovrapposizione delle identità femminili.

Con una modesta sceneggiatura, Looking for Oum Kulthum presenta quindi su più livelli una donna araba che non soffoca le emozioni ma le converte in opere d’arte, lottando senza rabbia contro la forza di una tradizione per respirare il profumo della libertà.

#Iran  #OumKulthum  #donna  #Venezia74GiornatedegliAutori 

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Sull'autore

Marta Meneguzzo

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