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MANIFESTO (Julian Rosefeldt)
I manifesti e le utopie novecentesche

Tredici personaggi immersi in dodici situazioni differenti, tutte incentrate su monologhi che omaggiano la storia dei manifesti degli ultimi 150 anni sottoponendoli però a una revisione e a una nuova prospettiva. Dal “Manifesto del Partito Comunista” evocato da una homeless ai motti dadaisti utilizzati per un’orazione funebre e a quelli surrealisti ricordati da una burattinaia, fino ad  arrivare al decalogo del “Dogma 95” insegnato da una maestra elementare ai suoi giovani alunni.

Celebrato in tutto il mondo per la sua attività di videoartista (con installazioni video esposte in molti dei musei più prestigiosi), Julian Rosefeldt ha scelto un argomento assai complesso e un percorso metastorico per il suo lungometraggio d’esordio. L’incontro tra due grandi personalità artistiche (l’artista berlinese e l’attrice/perfomer Cate Blanchett) ha infatti il grande merito di tradurre nel linguaggio cinematografico un vero e proprio itinerario nel Novecento, attraverso i tentativi di rottura e le utopie politico/artistiche più o meno realizzate che lo hanno connotato. Un itinerario affascinante quanto stratificato, che rende Manifesto un’opera concettuale in grado di sedurre visivamente e intellettualmente, ma certamente non semplice da decodificare. In quanto capace di sintetizzare lo Zeitgeist, ovvero “lo spirito del tempo”, in cui ognuno di questi manifesti prende forma, ma anche la distanza che da esso intercorre adottando una messinscena ironica e spesso straniante.

Più che omaggiare la storia dei manifesti e dei movimenti che li hanno prodotti infatti, Rosefeldt sottopone le parole utilizzate all’esame del Tempo e della Storia. Ricollocandole in ambienti e mettendole in bocca a personaggi capaci di farne deflagrare il senso, di darne una diversa prospettiva, di produrre un cortocircuito semantico in grado di far assumere allo spettatore punti di vista nuovi, differenti, alternativi. Insomma Manifesto è un’opera che ha il grande merito di contenere un doppio gesto autoriale: quello dell’artista visuale che ricostruisce discorsi in un proprio personale collage e quello dello straordinario performer capace di dar loro una Vita e una personalità altrimenti impossibile.

 

NELLE SALE DAL 23 AL 25 OTTOBRE

 

MANIFESTO
Regia Julian Rosefeldt
Con Cate Blanchett
Germania 2017
Durata 95’

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Sull'autore

Francesco Crispino

Francesco Crispino

Francesco Crispino è docente di cinema, film-maker e scrittore. Tra le sue opere i documentari Linee d'ombra (2007) e Quadri espansi (2013), il saggio Alle origini di Gomorra (2010) e il romanzo La peggio gioventù (2016).