| Sale della Comunità - News | |||
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Non succede in nessunaltra parte dItalia (e se non è così, smentiteci). Non succede altrove quello che succede a Pieve di Soligo: che un cinema sia gestito da 150 ragazzi. Volontari. Ragazzi che, al cinema, fanno di tutto: i baristi, i cassieri, le maschere, i proiezionisti. Ma anche i bilanci, la promozione, la programmazione di film scelti con due criteri: far arrivare in sala le famiglie e far arrivare a Pieve di Soligo film di qualità. Se questo non è il Nuovo Cinema Paradiso, è di sicuro il Nuovo Cinema Pievigino: un cinema (una sala cinematografica) che regge grazie allamore. Per il grande schermo e per gli altri. Nel 2004, lAssociazione Careni ha infatti ottenuto in usufrutto dal comune la gestione dello stabile Careni (la cui proprietà spetta alla parrocchia). E in otto anni, 150 ragazzi (età media: 22/24 anni; professione: per lo più studenti), hanno fatto di questa sala, la sala per antonomasia di Pieve di Soligo. Il posto del Cinema (sì: con la C maiuscola). I ragazzi si sono organizzati, suddivisi i ruoli e, soprattutto, si sono dati da fare. Attualizziamo loperazione: si danno da fare. Ogni anno al Careni vengono proiettati circa 70 film, alcuni dei quali gratuitamente. Perché la filosofia dellassociazione è Cinema è bello, è cultura, è amicizia, è solidarietà (ma di questo scriveremo dopo). A scegliere i film da mettere in cartellone è Antonio Taglietti, 30 anni, funzionario dellAgenzia delle Entrate. Le pellicole che proponiamo al Careni - spiega - sono indirizzati alle famiglie, che sono un po la nostra platea privilegiata. Ma anche ai giovani, a coloro che amano il cinema dessai, di qualità. Il fatto di poter contare raramente su prime visioni - spiega Taglietti - non penalizza la programmazione. Tuttaltro: ci spinge a scegliere film non strettamente legati al lancio pubblicitario, alleco mediatica che magari privilegia film di cassetta piuttosto che di valore. Secondo Taglietti, la caratteristica dellassociazione che gestisce il Careni è inoltre da ricercare nello spirito damicizia, di divertimento che lega tutti i ragazzi. E sono proprio i più giovani - insiste Taglietti - a essere maggiormente responsabilizzati nella gestione della sala. Guidata da un consiglio direttivo di 10 membri lassociazione è coordinata da un presidente: lavvocato trentenne Matteo Bigliardi. E lui che accenna a un altro aspetto di questavventura: il fatto che ogni euro di utile è un euro che va in beneficenza. Nessuno guadagna niente dal lavoro al cinema: se il bilancio è in attivo, i soldi in cassa prendono il volo. Verso lAfrica. Tutti gli utili ricavati dalla nostra attività - spiega Bigliardi - vengono devoluti alla costruzione del Villagio Careni in Burundi, in stretta collaborazione con Padre Giuseppe De Cillia, che opera nellangolo più povero di un paese già povero. Nel corso degli anni però abbiamo anche aiutato la parrocchia contribuendo alla ristrutturazione della Casa Alpina di Pecol o la locale sezione del CAI per la costruzione della palestra di roccia di Barbisano. Il bilancio dellassociazione è da Oscar: Nelle due passate stagioni - dice Bigliardi - abbiamo superato le 10 mila presenze allanno. A livello di incassi hanno primeggiato Midnight in Paris tra gli adulti e Il Gatto con gli Stivali tra i ragazzi. A livello di critica, i nostri spettatori hanno apprezzato in particolare This Must Be The Place di Sorrentino e Carnage di Polanski. Ma perché 150 ragazzi scelgono di trascorrere il tempo libero lavorando in un cinema? Per non pensare alla disoccupazione! - risponde Michela Mazzon, neolaurenda in Relazione pubbliche, che al Careni fa la barista. La passione per il cinema, dicono invece Vale, 17 anni, studentessa dello Scientifico, o Eleonora e Francesca, entrambe 18enni, che aggiungono come anche solo il fatto di fare le maschere in sala sia unopportunità utile a stare in mezzo alla gente, a superare quella timidezza, che ruba energia ogni volta che intraprendiamo un nuovo impegno. Tra i volontari, entusiasti di far parte del gruppone anche il 29enne Matteo Dougny, trasferitosi da Parigi a Pieve di Soligo per motivi di lavoro e entrato nellassociazione Careni per la solita passione: quella per il cinema, ovviamente, che a lui è servita anche per perfezionare il suo italiano. Be: se non la palma res, questi ragazzi non meritano almeno una segnalazione? (Fonte: Oggitreviso.it 19/03/12) Informazioni sulla sala al sito www.cinemacareni.it |
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Ultimo aggiornamento di questa pagina: 21-MAR-12
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