Vince Giordana in una serata turbata dalle notizie provenienti dall‘Iraq
Nella cerimonia dei David di Donatello 2004 irrompe la guerra: la notizia dell‘uccisione di uno degli ostaggi italiani diffusa da Al Jazeera arriva sul palco del Palazzo dei Congressi e per qualche minuto la diretta di Raiuno si interrompe. Lo show riparte con l‘incontro tra Benigni e Spielberg: il comico toscano afferma la propria avversione per guerra e terrorismo che sono "il contrario dell‘arte"; il cineasta Usa rende omaggio alla vittima e ai suoi familiari, sottolineando però come il conflitto in Iraq non sia "una necessità, ma una scelta". La guerra è serpeggiata lungo tutta la serata - conclusa dopo la fine del collegamento Tv su Raiuno per decisione del direttore Fabrizio Del Noce - ritornando nelle dichiarazioni dei premiati, come Olmi, Pippo Delbono, Penelope Cruz e Goffredo Lombardo, quest‘ultimo ha voluto ricordare "tutte le madri che hanno perso un figlio in questa guerra".
Al di là di questa tragica interruzione, i David verranno ricordati come quelli di Marco Tullio Giordana e La meglio gioventù: il film ha percorso le ultime tappe di un percorso trionfale iniziato a Cannes undici mesi fa, confermando i risultati recentemente ottenuti ai Nastri d‘argento. La meglio gioventù ha fatto incetta di premi: miglior film, regista (Marco Tullio Giordana), sceneggiatura, produzione, montaggio e presa diretta. Sconfitto, invece, l‘inatteso favorito della vigilia, ovvero Che ne sarà di noi di Giovanni Veronesi, con Silvio Muccino e Violante Placido, che partiva in pole position con dodici nomination ed è tornato a casa a mani vuote. Sergio Castellitto e Penélope Cruz interpreti di Non ti muovere (diretto dallo stesso Castellitto) hanno vinto nelle categorie miglior attore e miglior attrice protagonista, mentre come "non protagonisti" sono stati premiati Roberto Herlitzka, per la sua interpretazione di Aldo Moro in Buongiorno, notte di Marco Bellocchio, e Margherita Buy per Caterina va in città di Paolo Virzì.
Cantando dietro i paraventi di Ermanno Olmi ha ricevuto quattro statuette: scenografia, costumi, effetti speciali e il premio della critica (Torino Olimpica). L‘inno pacifico e pacifista di Olmi è echeggiato anche da Guerra di Pippo Delbono premiato come miglior documentario: "un film che parla del conflitto israelo-palestinese per parlare della pace" come ha dichiarato il regista. Le invasioni barbariche di Denys Arcand si è aggiudicato il Davidper il miglior film straniero.