"Million Dollar Baby" manda al tappeto "The Aviator"
E‘ Million Dollar Baby il vincitore della 77ª edizione degli Oscar. Il film sul mondo pugilistico femminile diretto da Clint Eastwood ha messo ko The Aviator, il kolossal di Martin Scorsese, che partiva in pole-position con 11 nomination. Million Dollar Baby si è aggiudicato quattro statuette, una in meno di The Aviator, ma tutte nelle categorie più rilevanti: miglior film, miglior regista, miglior attrice protagonista a Hilary Swank e miglior attore non protagonista a Morgan Freeman. Eastwood alla soglia dei 75 anni diviene il più vecchio regista di sempre ad aver vinto l‘Oscar nella sua categoria, superando Roman Polanski premiato a 69 anni per la miglior regia de Il pianista. In bilico tra commozione e sorpresa, Eastwood, ritirando la statuetta dalle mani di Julia Roberts, ha voluto ringraziare la mamma 96enne seduta in platea.
Se Clint ride, Martin Scorsese piange per la quinta volta, tante sono le sue nomination per la miglior regia rimaste senza statuetta. In questa speciale classifica il cineasta italo-americano ha raggiunto in vetta Alfred Hitchcock, Robert Altman, King Vidor per comporre il quartetto dei più snobbati dagli Oscar. Analoga delusione per laviatore Leonardo Di Caprio che ha perso il confronto con Jamie Foxx, lo straordinario Ray Charles del biopic diretto da Taylor Hackford.
Arrivato sul Red Carpet della passerella al Kodak Theatre con il favore dei pronostici, Foxx è il terzo attore di colore nella storia degli Academy Awards ad aggiudicarsi la statuetta come miglior attore protagonista dopo Sidney Poitier (nel 1963 per I gigli del campo) e Denzel Washington (nel 2002 per Training Day).
Ritornando al match tra The Aviator e Million Dollar Baby, il film biografico sul tycoon Howard Hughes ha dapprima tenuto fede alle previsioni aggiudicandosi le statuette per la scenografia (allitaliano Dante Ferretti - e alla moglie Francesca Lo Schiavo - che dopo 8 nomination trova il giusto riconoscimento a una mirabile carriera), i costumi, la miglior attrice non protagonista (Cate Blanchett che ha dedicato il premio a Katharine Hepburn da lei interpretata), il montaggio e la fotografia, ma ha mancato lappuntamento con i premi più ambiti.
Tra gli altri delusi della serata, Alexander Payne, che con Sideways ambiva a qualcosa di più che al solo premio per la sceneggiatura, e Marc Foster che partiva con le sette nomination di Neverland e torna a casa con ununica statuetta per la colonna sonora.
Gli Incredibili della Disney/Pixar ha sconfitto la concorrenza della DreamWorks (Shrek 2, Shark Tale) aggiudicandosi la statuetta per il miglior film d‘animazione, mentre a Mare dentro di Alejandro Amenábar (che con Million Dollar Baby condivide il tema dell‘eutanasia) va l‘Oscar per il miglior film straniero.
Oltre alla soddisfazione per lOscar a Ferretti, lItalia - già esclusa con Le chiavi di casa dalla competizione per la miglior pellicola straniera - non ha altri motivi per gioire: l‘altro connazionale in gara, Luigi Falorni, candidato nella categoria riservata ai documentari con La storia del cammello che piange è rimasto a mani vuote, mentre Nino Manfredi non è comparso nel filmato realizzato dall‘Academy in memoria degli artisti scomparsi nell‘ultimo anno, tra i quali Marlon Brando e Christopher Reeve, accolti da una fragorosa standing ovation.
Un altro momento di forte pathos è stata la consegna dell‘Oscar alla carriera a Sidney Lumet. Premiato da Al Pacino, il regista di Serpico e Un pomeriggio di un giorno da cani, ammettendo di avere "sempre pensato al discorso che avrei dovuto dire al momento dell‘Oscar", ha aggiunto: Ringrazio il cinema, ho il più bel lavoro nel più bel settore del mondo". (cinematografo.it)