Che rapporto esiste tra cinema e filosofia?
Punto di confluenza tra i sentieri del cinema e della filosofia è la mai esaurita esigenza di dire l'Essere, di nominare la cosa.
Le analisi della filosofia individuano nella dimenticanza nei confronti dell'Essere (Seinsvergessenheit)la
genesi del problema della eclissi del senso, collocando nel cuore stesso del nichilismo l'atteggiamento che
conduce, obliato l'Essere, a «promuovere solo l'ente» (Heidegger).
Il cinema, dal canto suo, attraverso le sue specifiche risorse, è titolare di una particolare modalità di
nominazione dell'esistente che permette ad esso di sottrarsi alla erosione di senso delle consuete strutture segniche,
restituendogli una eloquenza rispetto all'essere in grado di dischiudere nuove prospettive, nuove aperture di senso.
Il volume, prendendo in esame tre film (Intimacy di Patrice Chèreau, Parla con lei di Pedro Almodóvar, La vita come malattia sessualmente trasmessa di Krzysztof Zanussi), legati a temi di rilevanza filosofica (l'eros e l'amore, l'amicizia, il dolore e il problema della sofferenza), propone un percorso
che, se da un lato, indica nel contenuto filmico il risultato della tradizione filosofica, dall'altra «apre all'innovazione di un domandare qui
ed ora, poiché la questione del senso urge e sollecita che prendiamo posizione» (dalla Prefazione di Daniella Iannotta
Giovanni Scarafile
Proiezioni di senso. Sentieri tra cinema e filosofia
Effatà Editrice, Torino, 2003
ISBN 88-7402-122-4
pp. 112, Euro 12,50