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Viva l’Italia
Le morti di Fausto e Iaio

Sono passati quarant’anni da quel 18 marzo 1978, due giorni dopo il rapimento di Aldo Moro, quando due ragazzi, Fausto Tinelli e Lorenzo (detto Iaio) Iannucci venivano assassinati a Milano, a pochi metri dal centro sociale Leoncavallo. L’uccisione dei due ragazzi s’inserisce in uno dei momenti più bui della storia nazionale: Moro, le BR, il terrorismo fascista, i servizi segreti deviati… tutta l’Italia era attraversata dalla violenza, dal sospetto e dal sangue di quelli che furono a ragione definiti anni di piombo.

Lo spettacolo, scritto da Roberto Scarpetti e diretto da César Brie (regista argentino da anni attivo a Milano), racconta la vicenda attraverso la viva voce dei protagonisti, in un presente storico che è sia cronaca che emozione, calando lo spettatore direttamente nei pensieri dei personaggi. Fausto Tinelli, una delle due vittime, parla in prima persona e racconta la dinamica dell’omicidio, la figura di Iaio invece emerge dal racconto della madre, percorsa da un dolore calmo e terribile. E poi c’è il commissario, il terrorista alla sua prima “missione”, il giornalista d’inchiesta che pagherà cara la sua curiosità, la mamma di Fausto che non sa perdonare al figlio la passione politica: la drammaturgia si muove fluida tra tante voci che compongono non solo la storia ma riescono a restituire il clima plumbeo di quegli anni. La regia di César Brie come sempre si connota in segni e simboli fortissimi anche se molto semplici, in scena solo due grandi teli e pochissimi oggetti usati in mille modi diversi per costruire e decostruire scene, luoghi, momenti.

Ottima la prova degli attori per un allestimento corale e al tempo stesso individuale, dove tutti sono protagonisti: straziante e dolcissima Alice Redini a cui sono affidati tutti i personaggi femminili, di grande efficacia anche Umberto Terruso nel ruolo del fascista assassino e Massimo Donato, il commissario della Digos che non vuole smettere di investigare. Ad arricchire tutto l’allestimento anche le proiezioni con filmati d’epoca e le immagini dei luoghi.

Bene ha fatto il Teatro di Roma ad inserire nuovamente in cartellone Viva l’Italia (il debutto è del 2013) per celebrare i quarant’anni dai fatti (che coincidono con l’anniversario dal Caso Moro, a cui le morti di questi due ragazzi sembrano misteriosamente legate), perché è uno spettacolo che dovrebbero vedere tutti, per non dimenticare mai e perché questo è un teatro civile e necessario, che ben si addice a un Teatro pubblico.

Al Teatro India fino a domenica 20 maggio.

biglietti

 

VIVA L’ITALIA, Le morti di Fausto e Iaio
di Roberto Scarpetti
regia di César Brie
musiche originali di Pietro Traldi
con Massimiliano Donato, Andrea Bettaglio, Alice Redini, Umberto Terruso, Federico Manfredi
luci Nando Frigerio
suono e programmazione video Giuseppe Marzoli
progetto video Boombang Design

 

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Sull'autore

Marina Saraceno

Marina Saraceno

Diplomata all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio D'Amico" e laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul teatro tradizionale cinese. In teatro ha lavorato con Luca Ronconi, Mario Scaccia, Jacques Decuvellerie. Ha lavorato per la comunicazione e la promozione culturale, tra gli altri, con il Teatro Nazionale di Roma, L'Associazione Italiana Editori, l'Ente Teatrale Italiano, Rai Trade, l'Unione des Theatres d'Europe, il Teatro Stabile del Veneto, il Progetto Domani per le Olimpiadi di Torino e la Fondazione Comunicazione e Cultura della CEI. Come giornalista ha collaborato con l'agenzia com.unica, il bimestrale Sale della Comunità, il settimanale pagina99

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