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Vorrei che il funerale fosse sold out

Finalmente arriva nelle sale Fortunata di Sergio Castellitto.

Nessuno lo pensa seriamente ma tutti sperano che il nome della protagonista del film possa coincidere con le sorti della sala e magari almeno in parte far finta che possa essere una Pazza Gioia di Virzì rapportata allo stesso periodo dello scorso anno (lasciateci sognare).

Per oltre un mese abbiamo avuto come miraggio la data di uscita di questo film, sotto sotto sperando che potesse essere capace di risollevare un periodo, anzi mesi, soprattutto gli ultimi due, caratterizzati da assenza completa di prodotto degno di attirare o dare una ragione di più per far frequentare al pubblico la sala cinematografica, vedremo.

Per dovere di cronaca e posizionandolo nel punto più alto del podio, aspettiamo allo stesso tempo il “sicuro” Pirati dei Caraibi e, conoscendo Salazar, al box office non dovrebbe deludere…

Da metà aprile se escludiamo i quasi 7 milioni di euro incassati dai Guardiani della Galassia 2, l’ottimo risultato di pubblico ottenuto (soprattutto nei multiplex) dal buon film e dalla bella storia raccontata in Famiglia all’improvviso – istruzioni per l’uso, a parte il discreto risultato di Baby Boss tra le animazioni, il resto risulta non pervenuto.

Pochi e sporadici i casi di film degni di nota per un risultato fuori dal normale, al botteghino.
Vengono segnalati i vari eventi di PIIGS, LA GUERRA DEI CAFONI, forse ALAMAR (per chi riuscirà a crederci); nulla più.

Il guaio grosso non è la destagionalizzazione o il colpo di coda degli ultimi due mercoledì a 2 euro o il caldo estivo piuttosto che “arriva l’estate e io non ho l’aria condizionata dentro al cinema”; la vera ragione di questo disastro è che la sala sembra non essere al centro dell’attenzione e al primo posto tra le 10 cose da salvare da parte di chi pensa al cinema in Italia.
Il periodo è quello di grandi cambiamenti e gli esercenti, che ritengo i fantasisti “ad honorem” del settore, vengono da sacrifici enormi negli ultimi 9 mesi (ricordiamo che da settembre sono stati 63 i giorni in cui non si è praticamente lavorato per cause non principalmente causate da mancanza di prodotto, ovvero 7 giorni per ciascuno dei 9 mercoledì a 2 euro, 3 prima e 4 dopo: troppi). Non si può resistere a lungo se tutto rimane così.

Ma se questo è l’intento, almeno “vorrei che il funerale fosse sold out”.

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Sull'autore

Carmine Imparato

Carmine Imparato

Responsabile della programmazione del circuito Acec Marche.
Coordinatore nazionale dei Sas.

1 Comment

  • Lo stato in primis non pensa a tutelare il cinema, svendendolo con attività come “il cinema a 2 euro” e bollandolo come un grande successo, al solo scopo di apparire e conquistare qualche preferenza elettorale, è diventato difficile sopravvivere ormai, forse, per tutte le sale, anche quelle con grosse coperture dietro…