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Walk with me, un’esperienza mite ma estrema
Il maestro zen Thich Nhat Hanh e il suo Plum Village

Walk with me non fa rumore. E’ un documentario mite come il suo doppio protagonista: il maestro zen Thich Nhat Hanh e il suo Plum Village, nel sud-ovest della Francia vicino a Bordeaux. Mite è il pubblico che lo cerca. Mite è la sensazione che lascia in bocca al termine della proiezione. E’ il desiderio di una vita “connessa” ma non al dispositivo che ci distrae continuamente. La volontà che diventa scelta, luogo, dimensione per integrarsi con se stessi e con il resto del mondo.  Giornate ambientate nel presente, con ciò che in esso accade a più livelli di profondità con l’obiettivo di una consapevolezza non giudicante.

Con questa speranza bussano anche tante persone al Plum Village che impariamo a conoscere in Walk with me, molto sobrio nel proporre la figura del maestro e molto generoso, invece, nel farci conoscere le storie personali di chi abbraccia la sua filosofia di vita. Mindfulness in penombra senza mai farne una moda, con grande rispetto per il silenzio attivo a cui anelano i discepoli.

Fermarsi con loro ripetutamente per cogliere, al rintocco, ciò che la vita ci sta offrendone cogliendone l’essenza che si annida in quell’attimo. E’ un rito che ci consegna anche l’angoscia di ciò che ogni giorno perdiamo nelle nostre vite affittate alla impersonale globalizzazione. Questo documentario diretto a quattro mani diventa in definitiva un’esperienza estrema che nemmeno più il cinema tante volte sa regalarci così tanto siamo connessi con tutto ciò che era rimasto fuori dalla sala. Qui, al Plum Village con le sue riconciliazioni, ci dimentichiamo di tanto che non ci serve ma ci attanaglia.

 

 

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Sull'autore

Arianna Prevedello

Arianna Prevedello

Responsabile Comunicazione ACEC