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INTRODUZIONE ALL’OSCURO (Gastón Solnicki)

Il regista argentino Gastón Solnicki (Kékszákallú, Papirosen) torna a Venezia con Introduzione all’oscuro, un viaggio a Vienna realizzato sotto forma di cartolina cinematografica dove racconta la profonda amicizia con Hans Hurch, critico cinematografico e direttore del Vienna Film Festival dal 1997 e fino alla tragica scomparsa, avvenuta a Roma nel luglio del 2017.

Solnicki vaga per le strade di Vienna, ripercorrendo l’itinerario del suo amico. Insieme a lui visitiamo i cimiteri dove sono ospitate le tombe di Beethoven e Brahms, accediamo a caratteristi locali cittadini, come lo scenografico “cafè” che ad Hurch ha dedicato anche un triplo espresso, varchiamo la soglia di piccoli teatri, musei e altri luoghi culturali o negozietti molto amati dall’artista. Il documentario è costruito attraverso inquadrature spesso fisse e prolungate, lunghi silenzi contrapposti a immagini dal forte impianto sonoro, la lettura delle cartoline, immagini di repertorio, scenari tipicamente cittadini e restituisce attraverso le parole, le lettere, le foto, i piccoli frammenti, gli archivi personali e i ricordi, la tenera amicizia tra i due, mentre in sottofondo aleggia, attraverso un respiro affannoso o il rumore dei passi, la presenza spettrale di Hurch.

Un lavoro intimo e molto personale, chiaro omaggio a un uomo che è stato molto più che un semplice amico, un’artista strappato via prima del tempo, ambientato in una Vienna che diviene ambientazione di una elegia cinematografica e di un’oscura celebrazione della vita. Un film che è un saggio sincero e un tributo cinematografico che prende forma attraverso una cinematografia elegante, ma lascia qualche perplessità. I frammenti del percorso appaiono spesso troppo slegati tra loro e la sensazione è di trovarsi di fronte a un prodotto di cinema sul cinema costruito e un po’ troppo didascalico.

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Marianna Ninni