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2 CUORI E 2 CAPANNE (Massimiliano Bruno)
La teoria degli opposti

Alessandra e Valerio non potrebbero essere più diversi. Lei è una brillante insegnante di italiano in un liceo romano, amatissima dai suoi studenti, libera e indipendente. Lui è un ex insegnante di educazione fisica appena diventato preside, quarantenne scanzonato ma rigoroso e reazionario. Le loro strade si incrociano per caso su un tram: uno scontro accidentale che fa scintille. Passione fulminea, notte travolgente. Ma il bello deve ancora venire: il giorno dopo si rendono conto di lavorare nella stessa scuola. E nei mesi successivi Alessandra scopre di essere incinta di Valerio, il quale, tra l’altro, le aveva giurato di essere sterile…

Riusciranno una femminista convinta e un maschilista inconsapevole a trovare un punto d’incontro nelle loro vite, affettive e professionali? E’ attorno a questo interrogativo che ruota il nuovo lungometraggio di Massimiliano Bruno, autore anche di soggetto e sceneggiatura insieme a Andrea Bassi, Damiano Brué e Lisa Riccardi. Una commedia romantica, 2 cuori e 2 capanne, che si sforza di non essere risucchiata da traiettorie narrative stereotipate e dai cliché delle contrapposizioni forzate, ma che evita il rischio solamente in parte, grazie soprattutto all’alchimia attoriale tra Edoardo Leo e Claudia Pandolfi.

Sono proprio l’accumulazione dei punti di frattura e le successive, inevitabili ricomposizioni il pericolo in cui maggiormente incorre il film di Bruno, su cui, nell’insistita messa a confronto di anticonformismo e tradizionalismo e nei suoi ‘pieni’ e ‘vuoti’ relazionali e genitoriali, incombe il déja vu di un certo cinema italiano bonaccione ma compiacente, sornione ma appiattito, nel quale (come invece non accadeva, ad esempio, in Follemente, dove peraltro recitavano entrambi i protagonisti di 2 cuori e 2 capanne) lo spettatore si sente più osservatore esterno, per quanto divertito, che ‘complice’ di fatti e vicende che intercorrono sul grande schermo. Il taglio contemporaneo del film, cioè il riverbero nel plot di tensioni e istanze al passo con i tempi correnti (la riflessione sull’identità di genere e sui diritti delle donne, l’importanza di un’educazione sentimentale delle nuove generazioni, l’assunzione di una piena responsabilità nel formare una famiglia, il condizionamento di una cultura patriarcale arcaica e invadente), innerva il racconto suscitando curiosità e interesse, nonostante il ricorso ad un certo schematismo. Restano, come detto, le interpretazioni: sia femminile, caratterizzata, nel personaggio di Alessandra, da vulnerabilità emotiva e, al contempo, forza caratteriale, sia maschile, scandita, nella figura di Valerio, da spaesamento esistenziale e trasporto passionale.

Regia: Massimiliano Bruno

Interpreti: Edoardo Leo, Claudia Pandolfi, Benedetta Tiberi, Francesca Alati

Nazionalità: Italia, 2025

Durata: 108’

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Sull'autore

Paolo Perrone

Giornalista professionista, critico cinematografico, curatore di rassegne e consulente alla programmazione, è direttore responsabile della rivista Filmcronache e autore di numerosi saggi sul cinema. Per Le Mani ha scritto Quando il cinema dà i numeri. Dal mathematics movie all'ossessione numerologica.

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