Home Venezia EN EL CAMINO, la recensione del film di David Pablos
Gli orizzonti di Venezia 82

Simone Agnetti

30 Settembre 2025

EN EL CAMINO, la recensione del film di David Pablos
Gli orizzonti di Venezia 82

Venezia, News

Romanticismo, violenza e machismo in un road movie che si mescola ai codici del genere thriller, con molte scene hard. En el camino è il quarto lavoro del regista messicano David Pablos, vincitore del Premio Orizzonti per il Miglior Film e del premio collaterale Queer Lion, nell’edizione 2025 della Mostra del Cinema di Venezia.

Veneno, interpretato da Victor Prieto, è un giovane spacciatore, frequenta tavole calde lungo le strade messicane per trascorrere le notti con i camionisti. Dopo essere stato scaricato da un autotrasportatore, incontra Muñeco, un uomo duro e riservato, interpretato da Osvaldo Sanchez.

Mentre viaggiano insieme nei deserti del Nord del Messico, tra loro si crea intimità. Veneno ha un passato pieno di ombre e sta fuggendo dall’incubo ricorrente di un uomo arso vivo. Muñeco guida interi giorni senza dormire, sotto l’effetto di droghe, per portare a termine i lunghi trasporti di merce fresca. La relazione che si sviluppa tra i due protagonisti è bilanciata tra scoperta e bisogno, con l’orizzonte sempre presente della sopravvivenza individuale, anche a discapito dell’altro. La mascolinità la fa da padrone, con le donne relegate a ruoli di servizio, nell’ecosistema sessuale che regna incontrastato.

Di particolare impatto visivo è il degrado umano messo in scena da Pablos, come quello dei rapporti occasionai consumati dai camionisti tra i rottami di uno sfasciacarrozze e gli interni kitsch dei tir con i neon della Madonna di Guadalupe. Di contrasto, alcuni momenti onirici sembrano usciti da una pubblicità di Tom Ford. Queste periferie esistenziali sono il luogo in cui i due protagonisti costruiscono il loro legame, in opposizione alla legge e alla salute dei propri corpi. La durezza -anche un poco stereotipata- della società messicana offre loro poche vie d’uscita, potrà portarli o alla morte oppure all’espiazione penitenziaria e alla vita famigliare ordinaria.

La pellicola è certamente problematica ed è consigliata la visione da parte di un pubblico adulto, con una buona capacità critica. Pablos mostra il suo Paese attraverso gli ambienti dello sfruttamento e dell’emarginazione, senza mezzi termini, con tutta la violenza visiva possibile, superando i limiti della censura. Questo, senza perdere di vista la qualità autoriale di un film che, seppure esplicito, non desidera solleticare lo spettatore.

Il film esce in Italia distribuito da I Wonder, in un momento storico particolarmente importante per il Messico, nei giorni dell’elezione a Capo dello Stato di Claudia Sheinbaum Pardo, ingegnere energetico, ambientalista, prima donna presidente in Nord America, in un periodo di forte contrasto con gli USA.

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