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Visioni e relazioni vanno tenute insieme anche in Associazione

Arianna Prevedello

22 Ottobre 2026

Lo vedo e ti vedo – Appunti dopo gli SdC Days 2026
Visioni e relazioni vanno tenute insieme anche in Associazione

Cosa si dice in ACEC, In evidenza | 0 commenti

In questi giorni successivi agli SdC Days a Lucca nella cornice delle Giornate del Cinema d’Essai della FICE mi sono arrivati da due volontari, un uomo e una donna, dei bei pensieri che mi sembrano degni di nota per appuntarsi “cose belle e necessarie” che bisogna continuare fare perché segnano il passo di una formazione irrinunciabile per ACEC.

VEDERE NON BASTA

La prima frase: “Posso scriverti Arianna quali sono i film che mi sono piaciuti?”. Questa richiesta di permesso mi ha molto intenerito perché oggi nessuno chiede più permesso. È più facile essere bullizzati che ricevere una richiesta di “toc toc” e quindi lode e merito a questa volontaria che con i suoi guanti mi fa capire che è molto bello vedere tanti film ma abbiamo bisogno anche di parlarne. È proprio questo il senso di un webinar con noi formatori, di un/a programmista, di un gruppo per la programmazione, di un articolo del sito che possiamo far girare e dirci cosa ne pensiamo.

Questa nostra volontaria ci ricorda che non basta solo vedere né a Venezia né a Lucca né in qualsiasi altra occasione. Abbiamo la necessità di un vaglio rappresentato anche da altri che passa attraverso il racconto, l’ascolto e il confronto. Nei ritmi frenetici di questi appuntamenti rimane un dato di fatto: non si riesce a darsi questa opportunità più di tanto. Parecchie persone, infatti, mi hanno parlato con gratitudine del momento che ci siamo dedicati dopo la proiezione di Detour par Diane che ho guidato nella modalità che è propria delle nostre comunità cinematografiche sparse in tutta Italia. Abbiamo bisogno anche di stare nel post visione che è un nostro must have.

NOI, PRIMA DEI FILM

Un signore volontario di un’altra sala mi ha detto in modo molto diretto “Noi veniamo prima dei film!” per poi spiegarmi meglio che anche in coda per il bagno – sì, c’era coda dai maschi! – prendeva l’occasione per parlare con altri volontari da tutta Italia per scambiarsi esperienze, conoscere realtà e modelli, strategie che funzionano ed essendo socievole anche proprio godersi l’amicizia tra sale seppur lontane e di regioni diverse.  Penso sia fondamentale aprire le orecchie, come formatori ancora una volta, verso queste richieste di avere dei tempi associativi in cui vivere squisitamente le relazioni e assecondarle.

Simone Weil scriveva «impara ad essere sola, non fosse altro per meritare la vera amicizia». Le nostre sale nella routine sperimentano una solitudine inevitabile che è quella della vita impegnativa della propria sala. Prendersi cura delle SdC, permettendo che ogni tanto questa naturale marginalità  venga meno, è un compito fondamentale dell’associazione che è chiamata a creare delle autentiche trame di relazioni dove potersi specchiare, nel racconto ancora una volta, e tutto questo viene prima anche di un listino o di un trailer. Ci state dicendo in tanti modi di non “disunirci” per dirla con un Grande!

Io ho preso nota, grazie volontari e volontarie.

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