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PARIENTE – GUILTY MEN (Ivan D. Gaona)

In un villaggio della periferia di Santander, in Colombia, Willington è ancora innamorato della dolce Mariana, che ora sta per sposare Renèè, cugino di Willington, e attende da lui un bambino.

Entrambi i cugini, tra i quali scorrono astio e risentimento, sono implicati in attività illecite e rischiose: Willington è coinvolto in uno scambio di denaro clandestino con un gruppo di paramilitari locali; Renèè viene scoperto, proprio da Willington, a compiere meschini furti per riuscire a pagare il matrimonio.

Nel frattempo una serie di morti sospette fa avvertire in maniera sempre più forte la minaccia dei paramilitari di estrema destra che, nonostante il trattato che ne prevede la smobilitazione, continuano ad aggirarsi nel villaggio come fantasmi e a far sentire la loro presenza.

La sceneggiatura procede, con una certa lentezza, intrecciando le vicende dei vari protagonisti e aumentando la tensione nella parte finale del film. Alla sua opera prima il regista gioca con abilità su due elementi estetici: la colonna sonora – spesso composta da canzoni d’amore latinoamericane – e il gioco di luci e ombre, metafora della condizione sociale.

La pellicola affronta numerose tematiche, senza scendere però in profondità: la povertà, la corruzione, il desiderio di potere e di vendetta, la passione. Questa sorta di western contemporaneo possiede tuttavia il merito di farci assaporare il clima di un’America Latina che, a livello cinematografico, sta pian piano emergendo.

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Sull'autore

Marta Meneguzzo