Il 16 settembre 2023 la terza brigata d’assalto dell’esercito ucraino riconquista dai russi il villaggio strategico di Andriivka. Ma per raggiungerlo, i soldati devono attraversare 2000 metri di una foresta fortificata e minata, un vero labirinto di trincee, mine e fortificazioni nemiche dove ogni centimetro è pagato con il sangue. Al punto che per percorrere quei due kilometri impiegano ben tre mesi.
“E se questa guerra durasse tutta la vita?” Si chiede un giovane militare ucraino guardando sconsolato un compagno di trincea. Nessuno risponde, nessuno parla, nessuno sa. Secondo lungometraggio del regista Mstyslav Chernov che, in team con la produttrice e montatrice Michelle Mizner e la produttrice Raney Aronson-Rath, vinse l’Oscar per il documentario 20 Days in Mariupol, 2000 metri ad Andrivkaè è un racconto che osserva la guerra fra Russia e Ucraina dal punto di vista dei soldati, a differenza dal precedente lavoro che assumeva lo sguardo dei civili sopraffatti da un dramma incommensurabile. Chernov, che è anche giornalista Premio Pulitzer nonché scrittore, ha seguito il percorso trimestrale del plotone del proprio Paese stando fisicamente con i militari, filmandoli e narrando le loro gesta, anche se nessuno di loro vuole – o ha mai voluto – essere un eroe. Il film è sconvolgente, straziante, teso dentro l’unico realismo possibile rispetto a un conflitto bellico, ed è profondamente immersivo, essendo le riprese di Chernov mescolate a quelle ottenute dalle helmet cams dei militari. La voce narrante di Chernov è onniscente, conosce e racconta il destino di alcuni combattenti ai quali lo spettatore si affeziona per l’umanità che da loro deriva. Scansito dalla distanza che manca al raggiungimento dell’obiettivo, il documentario già nella shortlist per i prossimi Oscar non concede tregue allo sguardo nel suo essere lapidario e definitivo sull’orrore scaturito da ogni tragedia bellica, fonte di morte di giovani spesso partiti volontari. “I russi stanno distruggendo i nostri ragazzi” lamentano le madri e le mogli d’Ucraina, inquadrate sul finale del film durante il funerale di Gagarin, tra i responsabili del plotone. 2000 metri ad Andriivka appartiene a quel filone degli instant-war movies che le nuove tecnologie permettono di realizzare e che, per il loro realismo dall’interno, sono diventati vibrante denuncia delle guerre. Guerre che, va detto, accanto all’uso dei droni, si consumano ancora nelle trincee, i non luoghi di drammatica resilienza che purtroppo non appartengono solo all’immaginario della Prima Guerra Mondiale.
Regia: Mstyslav Chernov
Ucraina/USA 2024/25
Durata: 108′
