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AFFIDO CULTURALE
Famiglie (e sale della comunità) contro la povertà educativa

Spesso tendiamo a pensare che l’enorme offerta di prodotti culturali (film, serie, immagini, musica ecc) disponibile per tutti grazie al web abbia migliorato e aumentato la fruizione culturale, soprattutto da parte dei più giovani. E invece, l’Italia è tra gli ultimi posti per consumi culturali in Europa. Peggio di noi Cipro, Grecia, Malta, Croazia, Romania e Bulgaria. Secondo gli ultimi dati resi disponibili da Eurostat, nel 2015 (sic!) in Italia hanno visitato un sito culturale il 17,5% delle donne e il 17,3% degli uomini. Numeri impressionanti se pensiamo che il nostro Paese ospita la maggior parte dei beni culturali mondiali ed è universalmente riconosciuto come la patria della creatività e dell’arte.

I dati Eurostat fotografano in maniera impietosa lo stato di “povertà culturale” in cui versa la maggior parte degli italiani, un dato che peggiora se prendiamo in considerazione il consumo culturale da parte dei bambini relegando molti di loro in uno stato di “povertà educativa”. Ma cosa si intende esattamente per “povertà educativa”? Ce lo spiega Giorgio Testa, psicologo dell’età evolutiva, formatore, esperto dei rapporti Teatro-Educazione e fondatore de La Casa dello Spettatore, un’associazione che da anni si occupa di visione e di pubblico: “Malgrado il bambino vada a scuola e malgrado abbia la possibilità di fruire di risorse culturali pressoché infinite grazie ai mass media, in realtà molto spesso i minori non sono nelle condizioni di poter utilizzare queste risorse. Paradossalmente tutta questa abbondanza di contenuti risulta inutile se non viene creato l’interesse e il desiderio, è come essere invitati a un banchetto ma non avere appetito. La povertà culturale e di conseguenza la povertà educativa – continua Testa – non indica solo la difficoltà di accesso alla cultura ma sempre di più è il risultato di un problema di atteggiamento nei confronti della cultura. Oggi ad esempio potremmo avere un bambino che pur vivendo in un ambiente agiato dal punto di vista economico è in realtà in uno stato di povertà culturale ed educativa perché magari è pieno di giocattoli ma non sa come giocare (o nessuno della famiglia si mette a giocare con lui) o magari perché gli fanno passare la domenica al centro commerciale invece di trovare un tempo di visione e condivisione di attività culturali. Ecco quindi che la povertà educativa nel tempo è diventata sempre di più un’emergenza sociale”.

Proprio partendo da queste riflessioni è nato il progetto di AFFIDO CULTURALE, un’iniziativa unica nel suo genere che ricalca esplicitamente le caratteristiche e le finalità dell’affido familiare. Questo progetto si propone di combattere la povertà educativa minorile attraverso la cultura, nella convinzione che offrire esperienze culturali possa far crescere in maniera più armonica i bambini. E lo fa appoggiandosi al concetto di solidarietà.

Al centro delle attività di progetto c’è la famiglia, anzi: le famiglie. L’idea di fondo è che un genitore, che abitualmente porta i suoi figli a cinema, a teatro, al museo, in libreria condivida un percorso di fruizioni culturali con un bambino (accompagnato da un adulto della sua famiglia) che non ha accesso ai luoghi della cultura per vari motivi: disagio economico, povertà culturale, barriere linguistiche, barriere fisiche. La famiglia affidataria si impegna ad accompagnare il bambino ad una serie di appuntamenti culturali, mentre la famiglia di provenienza si impegna ad agevolare questo processo e a parteciparvi direttamente.

L’abbinamento tra famiglia-risorsa e famiglia-destinataria non avviene in maniera casuale ma è realizzato attraverso un‘attenta e approfondita valutazione delle esigenze e delle caratteristiche dei due nuclei familiari. All’abbinamento segue la sottoscrizione del “Patto educativo” da parte delle due famiglie a sancire la loro adesione consapevole e convinta al progetto.

L’obiettivo a breve e medio termine è quello di offrire a bambini svantaggiati la possibilità di appropriarsi della bellezza della cultura, l’obiettivo a lungo termine è quello di creare reti permanenti per sostenere non episodicamente i bambini che si trovano in situazioni di svantaggio socioculturale.

A Napoli, Roma, Bari e Modena, le città dove si svolge il progetto, famiglie-risorsa e famiglie- destinatarie avranno l’occasione di condividere – in un tempo lungo 14 mesi – una serie di 29 fruizioni ed attività in cui la cultura incontra l’emozione e il divertimento. Il progetto affida alle famiglie-risorsa una dotazione di “e-ducati”, una moneta virtuale solidale, con cui pagare attraverso un’App appositamente predisposta, i biglietti di accesso ai luoghi della cultura. Gli esercenti culturali, aderendo al progetto tramite una convenzione, si aggiungono attivamente alla comunità educante e un progetto del genere non poteva che includere la rete delle Sale della Comunità come ad esempio il Cinema Teatro Don Bosco di Roma Cinecittà.

Il progetto si propone di coinvolgere – nel biennio 2021-2023 – 400 bambini in povertà educativa, 100 per città, di età compresa tra i 6 e i 10 anni e contestualmente saranno coinvolte anche 400 famiglie “affidatarie” scelte fra nuclei con almeno un bambino coetaneo di quello accolto in affido culturale ma la partecipazione è aperta ad ogni tipo di famiglia, anche a singoli. I nuclei familiari coinvolti stabiliranno, auspicabilmente, una relazione continua e non limitata alle pur frequenti fruizioni culturali, saranno coinvolti nelle attività di formazione e tutoraggio delle famiglie e, infine, produrranno – ad ogni appuntamento culturale vissuto – un riscontro che verrà archiviato e condiviso tramite l’APP: una  testimonianza testuale o audiovisiva dell’esperienza fatta insieme. In questo modo il legame tra le famiglie proverà a diventare una vera e propria rete sociale.

Il progetto AFFIDO CULTURALE, vincitore del bando “Un passo avanti” proposto dall’impresa sociale Con i Bambini – soggetto attuatore del “Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile” – si realizza in quattro città (Napoli, Roma, Bari, Modena) unendo in un’unica rete venticinque realtà che vantano, tutte, una grande esperienza nel mondo della cultura, della formazione e del sociale.

AFFIDO CULTURALE è un progetto sostenuto dall’impresa sociale Con i Bambini e selezionato dal Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile nato da un Protocollo di Intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo.

Per informazioni e per partecipare:

NAPOLI
affidoculturale.napoli@gmail.com – 327 855 9833
PARTNER Con La Mano del Cuore, Pio Monte della Misericordia (Soggetto responsabile), Le Nuvole teatro arte scienza, Università degli Studi di Napoli Federico II, HPO, Consorzio Mipa, Comune di Napoli, A Ruota Libera, Il Ventre di Parthenope, Realtà Futura, I.C.S. 72° Palasciano, ICS Adelaide Ristori, ICS Virgilio IV

ROMA
affidoculturale.roma@gmail.com – 351 988 2078
PARTNER: Casa dello Spettatore, Centro Nascita Montessori, ICS Via Pirotta, ICS Via dei Sesami

BARI
affidoculturale.bari@gmail.com – 351 122 7065
PARTNER: Fondazione SAT, Kismet, Mama Happy, ICS Don Milani, ICS Umberto I – San Nicola

MODENA
affidoculturale.modena@gmail.com – 059 867 7814
PARTNER: PopBrains, CEIS A.R.T.E., ICS 3 di Modena

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Sull'autore

Marina Saraceno

Marina Saraceno

Diplomata all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio D'Amico" e laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul teatro tradizionale cinese. In teatro ha lavorato con Luca Ronconi, Mario Scaccia, Jacques Decuvellerie. Ha lavorato per la comunicazione e la promozione culturale, tra gli altri, con il Teatro Nazionale di Roma, L'Associazione Italiana Editori, l'Ente Teatrale Italiano, Rai Trade, l'Unione des Theatres d'Europe, il Teatro Stabile del Veneto, il Progetto Domani per le Olimpiadi di Torino e la Fondazione Comunicazione e Cultura della CEI. Come giornalista ha collaborato con l'agenzia com.unica, il bimestrale Sale della Comunità, il settimanale pagina99