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DOMANI INTERROGO (Umberto Carteni)
Nella gabbia dei leoni

Una professoressa di inglese viene assegnata alla classe più problematica di un liceo dell’estrema periferia romana, tra degrado sociale, famiglie assenti e ragazzi che sembrano aver già rinunciato al proprio futuro. I colleghi sono rassegnati, ma lei decide di restare e prova a entrare in sintonia con rabbie e fragilità degli studenti. Nel tentativo di insegnare, finisce per rimettere in discussione anche se stessa, cercando di dare ai ragazzi il coraggio di non arrendersi.

Trasposizione dell’omonimo romanzo autobiografico di Gaja Cenciarelli — che firma la sceneggiatura insieme a Herbert Simone Paragnani e al regista Umberto Carteni — Domani interrogo si inserisce nel filone del racconto di un anno scolastico vissuto da un docente in una difficile scuola di periferia. Un pattern narrativo che vanta predecessori illustri — a partire dai capolavori di Vittorio De Seta (Diario di un maestro, 1973) a Laurent Cantet (Entre le murs, 2008) — e che nel cinema recente ha un’importante rilevanza. La scuola come luogo di formazione, così come il rapporto docente/discenti che ne costituisce il fulcro, si impongono infatti tra i temi più perlustrati negli ultimi anni, come peraltro  evidenziato dal numero monografico che Filmcronache ha dedicato al tema.

Inserendosi in questo solco, l’operazione di Carteni non rivendica alcuna originalità discorsiva, ma conserva la sincerità del testo da cui prende le mosse. Tuttavia l’ottavo lungometraggio diretto dal cinquacinquenne regista romano è un testo attraversato da luci e ombre, animato da un’intenzione nobile e sostenuto da alcune scelte espressive convincenti, ma non privo di difetti che ne indeboliscono l’esito complessivo.

Tra i punti di forza c’è sicuramente il livello generale delle interpretazioni, guidato dalla rimarchevole prova di Anna Ferzetti, al suo primo ruolo da protagonista. Ma ben assortito è anche il cast dei ventiquattro ragazzi che compongono la classe, capaci di restituire la ruvidezza e la fragilità, la vulnerabilità e la rabbia dei loro coetanei senza che il film scivoli mai nel bozzetto caricaturale. Di assoluto rilievo anche  la fotografia di Vladan Radovic, che contribuisce in modo decisivo alla qualità atmosferica del film, trasformando le aule e i corridoi del liceo di Rebibbia in spazi claustrofobici, attraversati da una luce naturale che filtra come promessa di apertura. Un’ambientazione che riesce così a farsi specchio di uno stato d’animo collettivo, sospeso tra attesa e timore.

Meno convincenti appaiono invece l’utilizzo della musica, talvolta eccessivo fino a sfiorare il pletorico, e il lavoro di adattamento. Lo script infatti fatica a trovare una sintesi efficace, da un lato costruendo un racconto (troppo) frammentario e talvolta inessenziale, dall’altro esplicitando talvolta troppo e riducendo la complessità dei personaggi a tipologie prevedibili. Il percorso emotivo degli studenti segue traiettorie già ampiamente percorse senza trovare la giusta chiave per riuscire a emanciparsene, mentre il confronto con l’insegnante — cuore pulsante della vicenda — rimane circoscritto entro dinamiche note, e dunque a forte rischio derivativo. Il limite principale di Domani interrogo risiede però nella difficoltà di trovare un equilibrio tra dimensione simbolica e realismo quotidiano, oscillando costantemente tra l’ambizione dell’affresco generazionale e quella del racconto intimo senza dunque scegliere una direzione. Domani interrogo appare dunque un’opera animata da autentica partecipazione e da un sincero desiderio di interrogare il presente, ma alla cui compiutezza manca l’essenzialità e un più deciso rigore formale capace di elevarla dalle tante opere realizzate sul tema.

Cast & Credits

Regia: Umberto Carteni
Interpreti: Anna Ferzetti (la professoressa), Fabio Bizzarro, Zoe Massenti, Sara Silvestro, Yothin Clavenzani, Paterne Sassaroli, Anita Serafini, Morgan Sebastian Wahr, Lorenzo Bagalà, Federico Micheli, Mounir Khlifi, Manuela Zero
Origine: Italia, 2025
Durata: 100’

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Sull'autore

Francesco Crispino

Francesco Crispino è docente di cinema, film-maker e scrittore. Tra le sue opere i documentari Linee d'ombra (2007) e Quadri espansi (2013), il saggio Alle origini di Gomorra (2010) e il romanzo La peggio gioventù (2016).

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