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HISTOIRES PARALLÈLES (Farhadi)
L’immagin-azione

In cerca di ispirazione per il suo nuovo romanzo, Sylvie spia i vicini di casa dall’altra parte della strada. Quando la figlia le fa assumere il giovane Adam per aiutarla nella vita di tutti i giorni, non immagina che il ragazzo sconvolgerà la sua esistenza e il suo lavoro, fino a quando la finzione che ha immaginato non supererà la realtà.

Liberamente tratto al sesto episodio del Decalogo di Krzysztof Kieślowski, ma con echi anche dell’episodio numero 5, del Pirandello de Il lume dell’altra casa, dell’Alfred Hitchcock de La finestra sul cortile e del cinema di Brian De Palma che vi si è ispirato, il titolo che segna il ritorno alla regia di Asghar Farhadi dopo cinque anni e a un’ambientazione francese a distanza di ben tredici anni da Le passé, è un film incentrato sull’immaginazione. Sul suo potere, sulla sua carica eversiva. Un discorso già pienamente iscritto nella sequenza iniziale che, come sempre nel cinema dell’autore, assume un carattere enunciativo. Qui il giovane Adam emerge da un centro di detenzione per risalire metaforicamente le scale della metro parigina (atto che ha la medesima funzione di quello compiuta dal protagonista di Un eroe) per intervenire in un tentativo di furto e proseguire così in suo inserimento sociale. Il racconto insomma prende forma da un’immagine, dallo sguardo che la produce e dall’azione che ne consegue. 

Imperniato sul blocco creativo di una scrittrice che, alla ricerca di ispirazione, inizia a spiare gli abitanti della casa di fronte, Histoires Parallèles è l’ennesima  conferma della scrittura millimetrica del cinema di Fahradi, che qui firma la sceneggiatura con Massoumeh Lahidji (alla seconda collaborazione dopo Le passé). Lo script dall’andamento avvolgente e spiraliforme, fatto di continue deviazioni, slittamenti e riconfigurazioni del punto di vista, costituisce così un film densissimo, nel quale ogni dettaglio produce risvolti discorsivi e ogni gesto si carica di significati ulteriori. La costruzione drammaturgica, come sempre procede per accumulo progressivo di tensioni morali, psicologiche e simboliche, senza mai concedere allo spettatore un territorio stabile sul quale appoggiare i propri convincimenti.

Così che solo apparentemente il focus discorsivo del film risiede nel continuo gioco di rispecchiamento tra l’Arte e la Vita, tra la letteratura e il cinema, tra la verità della finzione e la finzione del reale. Dietro la dimensione metanarrativa e nella connotazione autoriflessiva che governa la drammaturgia, Farhadi sviluppa infatti una riflessione ben più ampia sull’ossessione contemporanea del controllo e sulla progressiva trasformazione dello sguardo in strumento di dominio. L’atto voyeuristico che attraversa il racconto smette quasi subito di essere soltanto un dispositivo narrativo (alla Hitchcock o De Palma) dunque, per diventare il sintomo di una società incapace di tollerare l’opacità del reale, ossessionata dalla necessità di vedere, interpretare, sorvegliare e quindi neutralizzare ogni forma di ambiguità.

La stratificazione cui il regista di Una separazione sottopone la propria scrittura fa così di Histoires Parallèles non soltanto una riflessione sull’atto del narrare e sulla sua presenza insostituibile quanto ambigua nel mondo contemporaneo, ma lo eleva a potente apologo politico sulla crisi dell’immaginazione. Tale da divenire una radiografia della contemporaneità – in primis quella vissuta dalla società iraniana, ma per estendersi a livello globale – sempre più oppressiva e liberticida, terrorizzata dall’immaginazione e dalla carica eversiva dello sguardo incoercibile che guida la pulsione dell’inconscio.

 

Regia Asghar Farhadi

Con Isabelle Huppert, Virginie Efira, Pierre Niney, Vincent Cassel, Adam Bessa, Catherine Deneuve

Francia, Italia 2026

Durata 139′

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Sull'autore

Francesco Crispino

Francesco Crispino è docente di cinema, film-maker e scrittore. Tra le sue opere i documentari Linee d'ombra (2007) e Quadri espansi (2013), il saggio Alle origini di Gomorra (2010) e il romanzo La peggio gioventù (2016).

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