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LA LLORONA (Jayro Bustamante)

La llorona, nelle tradizioni folcloristiche dell’America Latina, è lo spirito di donna alla quale hanno ucciso i figli, che vaga piangendo e lamentando il suo dolore.Sono numerosi i film ispirati a questa leggenda, uno fra gli ultimi diretto da Michael Chaves con protagonista Linda Cardellini (La llorona – Le lacrime del male). In prima battuta, potremmo correre il rischio di classificare La llorona di Jayro Bustamante, presentato a Venezia alle Giornate degli Autori, come l’ennesimo film sul tema di genere horror, se non fosse che gli eventi da cui é ispirato sono tragicamente veri e appartengono ad alcune delle pagine piú dolorose della storia del Guatemala, ovvero il massacro degli indigeni avvenuto durante la guerra civile all’inizio degli anni ‘80.
Il film si apre puntando i riflettori sul processo di un generale dell’esercito ora in pensione, accusato di aver condotto il genocidio degli indios di etnia Maya Ixil. La sentenza lo dichiara colpevole, ma pochi giorni dopo il processo viene annullato per vizio di forma. L’impunità giuridica sembra condurre ad un contrappasso psicologicamente insostenibile per l’anziano generale: fuori della sua lussuosa villa, in cui è accudito da moglie, figlia e servitú, non cessano le proteste di un folto gruppo di cittadini, che invocano giustizia per la popolazione indios con cori e tamburi. Al contempo, dentro i confini domestici aumenta la percezione di presenze misteriose, che solo il generale avverte. Non sono sintomi della vecchiaia o della malattia, ma i lamenti sovrannaturali della figura leggendaria che riecheggia il dolore delle donne violentate e uccise anni prima.
I riferimenti storico-sociali piuttosto espliciti rendono La llorona un film politicamente impegnato, costruito di certo su suggestioni surreali, ma forse non meno inquietanti dei fatti realmente accaduti su cui ancora ci si interroga. Mentre il generale, nonostante tutto, attende la fine dei suoi giorni con atteggiamento fiero e superbo, spetta ancora una volta al mondo femminile la vera tortura: tutte le donne messe in scena da Buscamante – ferite, tradite, abbandonate che siano – devono sopravvivere ad una realtà che diventa incubo e ad incubi che si rivelano sempre più reali.

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Marta Meneguzzo