CINÉ 15 – GIORNATE DI CINEMA
L’INVITO DI ACEC ALL’INDUSTRIA CINEMATOGRAFICA: “COSTRUIRE UN’ALLEANZA VIRTUOSA CON I FESTIVAL PER GARANTIRE SCELTA, INCONTRI, EVENTI E PER TORNARE CENTRALI NEL PANORAMA CULTURALE”
Riccione, 1 luglio 2026
Nella cornice della quindicesima edizione di Ciné – Giornate di Cinema, l’Associazione Cattolica Esercenti Cinema (ACEC) ha rivolto un invito all’industria cinematografica italiana: i festival cinematografici sono un modello da cui imparare per rendere il cinema centrale nel panorama culturale, un’alleanza necessaria per il consolidamento delle abitudini di fruizione e del pubblico.
Quello dei festival si è infatti dimostrato come un modello virtuoso in costante crescita da molti anni. Sono numerose le iniziative festivaliere che si vedono nascere in molte città d’Italia, molte delle quali riescono ad attirare un pubblico di appassionati entusiasti e fedeli. Le sale sono spesso piene, così come gli incontri con autori, masterclass ed eventi nella città. Non solo eventi come la Mostra del cinema di Venezia, ma anche realtà ben integrate nel territorio come il Festival di Locarno, il Torino Film Festival, la Festa del cinema di Roma, il Milano Film Festival. Oppure spazi di apertura al pubblico come la Piazza Maggiore del Festival del Cinema Ritrovato di Bologna, di coinvolgimento di nuove generazioni come il Giffoni Film Festival.
Molti sono gli esempi per una faccia dell’industria cinematografica che ottiene un alto tasso di soddisfazione, con una media di 8,2 su una scala di 10, come sottolineato da Michele Casula, Partner di Ergo Research, nel convegno “Lezioni di Sold Out: modelli e sinergie per la sala nell’età dell’oro dei festival cinematografici” tenutosi al Palariccione. Arianna Prevedello, Referente cultura ACEC-SdC, ha moderato l’incontro che ha visto presenti, oltre a Casula, Giona A. Nazzaro, Direttore artistico Locarno Film Festival e Paolo Orlando, Presidente Unione Editori e Distributori Cinematografici ANICA.
“La filiera cinematografica ha tanto da imparare dai festival” ha detto Gianluca Bernardini, presidente ACEC-SdC. Dai festival, secondo ACEC, si può essere ispirati nella flessibilità della programmazione, in sinergia con le distribuzioni, per aumentare la responsabilità delle sale nella “curatèla” dei titoli proposti. Il pubblico può iniziare a fidarsi degli esercenti e della loro selezione, come quella dei direttori artistici. Paolo Orlando ha sottolineato l’esigenza dell’esercizio di lavorare per un radicamento sul territorio. I festival devono essere un modo per consolidare le audience, ma anche per costruire un nuovo pubblico, locale e non. Questi eventi, continua Orlando, sono sempre di più centrali nel viaggio di un’opera mostrandosi come finestre importanti per il lancio delle campagne promozionali dei film.
Gli incontri con i talent sono poi una parte fondamentale della creazione di eventi cinematografici che, come spiegato da Giona A. Nazzaro, non devono limitarsi a trovare il loro valore nei numeri, ma nella qualità dell’esperienza culturale che propongono. Il legame con il territorio è il terzo elemento fondamentale per indirizzare l’evoluzione del cinema: se il festival è una comunità mobile che si rinnova di anno in anno, così anche la sala può diventare uno spazio in continuo ripensamento.
Le Sale della Comunità auspicano quindi che il grande schermo torni ad essere uno spazio di sperimentazione, un’esperienza laboratoriale dove ritrovare la libertà di sperimentare nuove forme di fruizione, nuovi pubblici, nuove proposte, con la struttura di una filiera che possa permettere di osare.









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