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MONOSALE, CRESCONO INCASSI E PRESENZE
Ottimi dati Cinetel 2019 per il cinema

Il miglior risultato in termini di presenze e incassi degli ultimi tre anni. È quanto emerge dalla consueta analisi del box office italiano relativo al cinema in sala nel 2019. Nell’anno appena trascorso, nelle strutture monitorate da Cinetel, circa il 92% dell’intero mercato, si sono staccati 97,6 milioni di biglietti, contro gli 86 del 2018, e l’incasso complessivo è stato di 635,5 milioni di euro, mentre lo scorso anno ammontava a 555,5 milioni. Da un anno all’altro, gli incrementi in termini percentuali sono stati rispettivamente del 13,5% e del 14,5%.

Dati evidentemente confortanti che dimostrano come, nonostante il crescente aumento delle modalità di consumo e la variegata offerta domestica di audiovisivo, il consumo di film su grande schermo continui ad esercitare un indiscusso fascino. A determinare il risultato positivo ha certamente contribuito una maggiore razionalità delle politiche distributive, con un’offerta finalmente adeguata anche nei mesi estivi, come confermano i dati di luglio e agosto, dove la crescita percentuale rispetto agli analoghi mesi 2018 è stata rispettivamente del 109% e del 46%. Ma soprattutto la qualità del prodotto e l’entità del successo di un ristretto numero di film. Nel 2018 i film che avevano superato i 10 milioni di euro erano stati otto; nel 2019 il numero è raddoppiato. Il film di maggior successo dello scorso anno Bohemian Rhapsody, con 21,3 milioni di euro, nel 2019 sarebbe stato solo al 4° posto del box office, ampiamente superato da Il re leone con 37,5 milioni di euro; Avengers: Endgame, 30,2 milioni; Jocker 29,3. I primi dieci film del box office 2019 hanno totalizzato complessivamente 25,1 milioni di presenze; i primi dieci dell’anno precedente 19,4. In altre parole, oltre la metà degli spettatori guadagnati quest’anno, in totale 11,6 milioni, sono stati garantiti dal risultato dei primi dieci film. Insomma a determinare l’esito complessivo del mercato è sempre più spesso un ristrettissimo gruppo di film. Il mercato continua ad essere caratterizzato da una serie di problemi irrisolti, determinati da intoppi del sistema distributivo. Troppi titoli meritevoli e interessanti non riescono ad avere un’adeguata visibilità, a confrontarsi concretamente con il proprio pubblico di riferimento, ad ottenere quanto meriterebbero.

I problemi riguardano in particolare la produzione italiana: nel 2019, il cinema italiano è cresciuto, grazie soprattutto all’impennata di dicembre, con l’uscita de L’immortale, Il primo natale, La dea fortuna e Pinocchio, ma in misura nettamente inferiore all’andamento del mercato: gli spettatori sono aumentati del 5,8%; gli incassi del 8,7%. La quota di mercato della produzione nazionale nel 2019 si è attestata al 21,2%, un punto e mezzo percentuale in meno rispetto all’anno precedente, mentre la quota del cinema Usa ha guadagnato quasi 10 punti, passando dal 55,5% al 65,1%.

In ogni caso, il dato forse più curioso e significativo che emerge dai dati Cinetel riguarda l’esercizio e testimonia che la monosala, già data moribonda e in via d’estinzione, mostra, invece, segnali di ripresa. Le monosale, complessivamente 669,11 in più rispetto all’anno precedente, sono infatti la tipologia d’esercizio che nel 2019 ha fatto registrare il maggior incremento percentuale di presenze e incassi: rispettivamente del 15,6% e del 17,1%. Segnali positivi che Francesco Giraldo, segretario generale Acec, commenta in relazione alle SdC: “E’ sicuramente un dato molto confortante vedere che le sale monoschermo tengano, anzi aumentino le loro presenze e i loro incassi. Questo vale anche per le Sale della comunità, segmento dell’esercizio cinematografico che è attento ai film e in genere a tutto il prodotto cinematografico, ma mai slegato dall’esperienza che la visione cinematografica crea: cioè  quella della formazione di comunità coese e aperte alla diversità culturale”.

Il dato sorprendente è spiegabile con il fatto che in particolare nei piccoli centri, la programmazione delle monosale è obbligatoriamente concentrata sui film di maggiore successo, e come, rilevato l’esito di questi titoli è stato nel 2019 particolarmente rilevante. Ma hanno funzionato bene anche le monosale di città, la cui programmazione punta sul cinema di qualità, il che dimostra l’interesse per questo tipo di prodotto da parte di un target stanco di formule produttive troppo simili e ripetitive.  Infine, va rilevato come le pochissime monosale che hanno potuto approfittare della multiprogrammazione, riservata, come è noto, a strutture ubicate in comuni sotto il 15mila abitanti, hanno fatto registrare incrementi percentuali sbalorditivi, attorno al 46%. Alla luce di questo risultato incrementare la passibilità di usufruire della multiprogrammazione sarebbe quanto mai opportuno.

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Franco Montini