News

TIMBUKTU, da dove arrivano i migranti

Timbuktu di Abderrahmane SissakoIn questi giorni, in cui le cronache riferiscono di centinaia di uomini e donne costretti a partire dalle coste libiche per essere inghiottiti dal mare prima di raggiungere la “terra promessa” rappresentata dall’approdo in Italia, è ancora in programmazione nelle sale Timbuktu del regista mauritano Abderrahmane Sissako.
Presentata all’ultima edizione del festival di Cannes (2014) e candidata agli Oscar 2015 come Miglior Film straniero, la pellicola racconta della realtà da cui i migranti scappano: un luogo in cui il fondamentalismo religioso, la violenza e la povertà mettono a dura prova la dignità umana e in più di qualche caso la negano.
Non lontano da Timbuktu, occupata dai fondamentalisti religiosi, in una tenda tra le dune sabbiose vive Kidane, in pace con la moglie Satima, la figlia Toya e il dodicenne Issan, il giovanissimo guardiano della loro mandria di buoi.
In paese le persone soffrono sottomesse al regime di terrore imposto dai jihadisti, determinati a controllare le loro vite. Musica, risate, sigarette e addirittura il calcio sono stati vietati. Le donne sono state obbligate a mettere il velo, ma conservano la propria dignità. Ogni giorno una nuova corte improvvisata emette tragiche e assurde sentenze. Kidane e la sua famiglia riescono inizialmente a sottrarsi al caos che incombe su Timbuktu, ma il loro destino muta improvvisamente quando Kidane uccide accidentalmente Amadou, il pastore che aveva massacrato Gps, il bue della mandria a cui erano molto affezionati. Kidane sa che dovrà ora affrontare la nuova legge che hanno portato gli invasori.
Scrivi un commento...

Sull'autore

Redazione