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LACCI (Daniele Luchetti)
Lealtà e infedeltà

Napoli, primi anni ‘80: Aldo e Vanda sono una coppia sposata e hanno due figli, Anna e Sandro. La loro unione apparentemente felice è tuttavia destinata a entrare in crisi quando lui s’innamora di una collega molto più giovane. Perché quando Vanda li scopre, tenta il suicidio. A distanza di trent’anni i due sono ancora insieme, ma al momento in cui rientrano da una breve vacanza trovano la propria casa sottosopra e il gatto scomparso.  Tra di loro inizia così un confronto che fa riaffiorare ruggini e vecchi rancori. 

Due momenti storici, tre diverse situazioni, quattro personaggi per sei attori: sono questi gli elementi che caratterizzano il quattordicesimo lungometraggio di finzione di Daniele Luchetti. Un lavoro incentrato su una vicenda di lealtà e infedeltà che da una parte conferma il percorso intrapreso dal regista romano ormai da diversi anni – contraddistinto da testi filmici nei quali il “lavoro del/con l’attore” assume un ruolo privilegiato se non addirittura esclusivo -, dall’altra sembra ratificare l’impasse espressiva di un decennio ben al di sotto degli esiti raggiunti in quelli precedenti. Lacci si fa infatti apprezzare per l’alchimia relazionale stabilita dalle tre coppie di attori che – con maggiore (Rohrwacher/Lo Cascio) o minore (Giannini/Mezzogiorno) incidenza – si fronteggiano e si passano il testimone, ma lascia più di una perplessità sulle scelte narrative e drammaturgiche adottate. A partire da quelle che traducono in chiave audiovisiva l’omonimo romanzo di Domenico Starnone, che peraltro firma la sceneggiatura insieme a Francesco Piccolo e allo stesso Luchetti. Nel film infatti l’efficace tripartizione strutturale del testo letterario viene conservata solo in parte, in quanto i primi due atti/blocchi narrativi sono rimescolati da un montaggio alternato che ne con-fonde tempi e azioni, finendo però per privarlo dell’originaria consistenza. Così come appare infecondo e un po’ forzato lo spostamento del primo blocco narrativo dagli anni ’60-’70 agli anni ’80, inverosimile il passaggio Lo Cascio/Orlando nel ruolo di Aldo, mancato il tentativo di tradurre  la sottile ironia di cui è pervaso il romanzo, addirittura fallito quello di smantellare la chiave epistolare che lo sostiene – come testimoniano gli incongruenti interventi in Voice over di Vanda. 

LACCI
Regia: Daniele Luchetti
Con: Alba Rohrwacher (Vanda giovane), Luigi Lo Cascio (Aldo giovane),  Laura Morante (Vanda anziana), Silvio Orlando (Aldo anziano), Giovanna Mezzogiorno (Anna adulta), Adriano Giannini (Sandro adulto), Linda Caridi (Lidia)
Italia, 2020
Durata: 100′

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Sull'autore

Francesco Crispino

Francesco Crispino

Francesco Crispino è docente di cinema, film-maker e scrittore. Tra le sue opere i documentari Linee d'ombra (2007) e Quadri espansi (2013), il saggio Alle origini di Gomorra (2010) e il romanzo La peggio gioventù (2016).