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LO SGUARDO AL FUTURO
2021: sfide per le Sale della Comunità tra innovazione e radicamento sui territori

Ci lasciamo alle spalle un anno segnato dal Covid19 e all’alba del nuovo intravediamo una luce in fondo al tunnel, accesa dall’arrivo dei vaccini che ci porteranno gradualmente fuori da questa pandemia. Sappiamo anche, però, che il percorso non sarà in discesa. Sarà ancora lungo, impervio, e ci vedrà al termine non più uguali a prima.

Quasi tutti i comparti economici sono stati toccati con effetti più o meno negativi e tutti sono alle prese con una ripartenza che per il mondo dello spettacolo, del cinema e in particolare per le Sale della comunità, richiederà un surplus di analisi e di riflessione.

Ci troviamo nel mezzo di un cambiamento d’epoca e la pandemia ha accelerato pure l’illusione di poter rallentare tale cambiamento o di poter interpretarlo con strumenti di analisi e di azione che abbiamo usato finora.

GEOLOCALIZZAZIONE DELLE SALE DELLA COMUNITA’

Durante i lunghi mesi del lockdown ci siamo accorti che le SdC da subito si sono dimostrate reattive, e che grazie ai volontari hanno realizzato, anche nel web, molte iniziative per rimanere vicino al loro pubblico, alla loro comunità. Centinaia di sale in poco tempo si sono alfabetizzate sul versante informatico, riuscendo a intercettare i ristori economici messi a disposizione dal Governo. Questa reattività, che per alcuni doveva essere ovvia, non era così scontata. Non lo era, perché la percentuale di SdC iscritte alla DGCOL della Direzione Generale Cinema prima del Covid19 era molto bassa e solo l’arrivo della pandemia, grazie anche alla formazione messa in campo a vari livelli dall’ACEC, ha innescato dei processi gestionali significativi. Dalla ricerca di Michele Casula sui Modelli economici delle sale e soprattutto dallo studio eseguito da Filippo Celata, docente della Sapienza di Roma, che ha  analizzato i bacini di utenza che gravitano attorno alle SdC,  abbiamo iniziato a studiare, grazie alla geolocalizzazione,  lo stretto rapporto che le nostre sale hanno con il territorio non attraverso ricerche qualitative a  campione, ma attraverso l’analisi dei dati. La forte concentrazione delle SdC in alcuni territori, ma anche la presenza in realtà marginali sia dal punto di vista sociale che economico, dimostrano la capacità di sapersi adattare in situazioni fluide e complicate e nel contempo forniscono straordinarie opportunità per ripartire nel post Covid19.

Essere radicati nei territori, mentre prima del Coronavirus poteva essere considerato penalizzante, ora in contesti più sostenibili, ne vengono valorizzate le peculiarità, dove anche la competizione che esiste per molte delle nostre sale, penso a quelle del triangolo   lombardo (Milano-Monza-Varese), ritorna a riscoprire la sua radice etimologica: “cum- petere” che vuol dire “muoversi verso” un obiettivo comune da valorizzare insieme con e tra le stesse SdC.

In un futuro prossimo siamo chiamati ad investigare sulle nostre sale con il contributo della geografia economica che studia le attività economiche non in linea teorica, ma nella loro effettiva declinazione nello spazio geografico. Ciò offrirà al nostro sistema-sala una marcata concretezza e una spiccata adesione ai processi in atto, che vedono i territori e le comunità come variabili importati per lo sviluppo e per una ripartenza significativa.

L’ACCELERAZIONE DIGITALE

La pandemia ha accelerato la decisione di alcune case di produzione di trasferire i loro film in piattaforma streaming e in queste settimane abbiamo visto Warner Bros rivoluzionare il modello di lancio dei film negli Stati Uniti. I 17 lungometraggi programmati nel 2021 verranno fatti uscire in contemporanea nelle sale e in streaming nel canale HBO. La casa americana ha dichiarato che la scelta è temporanea ed è dovuta alla crisi pandemica. Per alcuni analisti del mercato cinematografico statunitense tale decisione potrebbe lasciare delle tracce anche finito il Covid19.

Nella Masterclass organizzata da ACEC a fine novembre abbiamo appreso dalla viva voce di Phil Contrino (Director of Media & Research della NATO), in collegamento da Washington, le trasformazioni in atto in seno al mercato cinematografico americano e le forti pressioni economiche sul sistema cinema e come tutto il  settore stia esplorando  nuovi equilibri tra le esigenze della finanza e quelle dell’industria cinematografica.

Anche in Italia lo scenario vede, oltre al proliferare delle piattaforme tradizionali (Netflix, Amazon, Disney Plus), la nascita di piattaforme che affiancano catene o circuiti di sale cinematografiche (Miocinema, #iorestoinSALA) e non mancano in Europa altrettante proposte di sale cinematografiche finalizzate alla vendita online di film adatti alla mission culturale del circuito proponente.  Molte di queste iniziative sono nate in pieno lockdown e per ammissione degli stessi sviluppatori rimarranno anche dopo la riapertura delle sale.

La strada sembra tracciata. La SdC fisica e i territori (comunità sociale/ecclesiale) sono la nostra ”stella polare”. Nel contempo, però, sarà inevitabile entrare in ambiente digitale, in cui dovremo muoverci senza paure e con l’intenzione di amplificare la comunicazione, e dove, grazie ai social, potremo aprire nuovi canali (sala virtuale) che valorizzino al meglio la nostra mission di carattere formativo e pastorale. Il valore aggiunto, inoltre, sarà la forte specificità associativa, che consentirà la partecipazione a tutte le SdC che lo vorranno.

Le sfide per rigenerare la SdC, che ci attendono nel 2021, non ci permettono un approccio rinunciatario e strumentale, così come varrà anche per le nostre vite. Siamo chiamati a rigenerarle (tutte e due) come luoghi dalle identità sospese.

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Sull'autore

Francesco Giraldo

Segretario Generale Acec