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Alla San Giuseppe un nuovo Biglietto d’Oro
La SdC di Brugherio spiega le sue scelte per il successo

Nella cornice delle Giornate Professionali di Cinema a Sorrento di fine novembre la sala della comunità San Giuseppe di Brugherio, in provincia di Milano ha conquistato un nuovo Biglietto d’Oro. E’ un riconoscimento come monosala per il numero di spettatori realizzati in un anno che non arriva per la prima volta a Brugherio. Un successo che si consolida e che fa ben sperare per il futuro della sala attiva in dimensione polifunzionale. Abbiamo cercato di saperne di più del loro modello gestionale e delle loro scelte.

San Giuseppe, una storia lunga e di successo da decenni: l’elemento più efficace delle vostre scelte gestionali ?
E’ un mix di elementi che favoriscono la crescita di una sala come la nostra: una parrocchia che ci crede, un folto gruppo di oltre 100 volontari uniti e motivati e la competente dedizione di chi ci lavora. Il tutto finalizzato a rendere più umano il luogo dove viviamo.

Cosa vi ha messo, invece, più in difficoltà in questi anni e come siete riusciti a spuntarla?
Il tema con il quale ci dobbiamo misurare costantemente è la sostenibilità. La qualità e la complessità dei progetti che la sala ha avviato negli anni e che sostiene sono molto alti e quindi anche economicamente impegnativi.  Ci ripensiamo in continuazione da questo punto di vista. E’ un equilibrio da conquistare costantemente,  anche se ormai esperienze così, avranno probabilmente la necessità di essere rapportate a una dimensione sopra parrocchiale, come le comunità pastorali ad esempio.

Chi è il pubblico per voi? Qual è il segreto di questo nuovo Biglietto d’Oro?
Il segreto di una sala che porta il nome di San Giuseppe può essere solo lavoro,lavoro  e ancora lavoro,  e la cura di ogni dettaglio.  La nostra sala ha attorno una concentrazione di schermi pazzesca  e quindi il pubblico va conquistato quotidianamente. Ogni nostra proposta ha il suo target con regole e linguaggi propri, ma il nodo di tutto è considerare lo spettatore come persona e non come cliente e questo alla lunga fa la differenza.

Chi vorreste ringraziare in questa bella occasione?
E’ una lista lunga. La comunità di San Bartolomeo in primis che ha avviato e sostiene questa esperienza e poi  tutte le persone che lavorano nella sala con dedizione e impegno ogni giorno e per 340 giorni all’anno, perché queste sono le giornate di attività. Un grazie poi a tutti coloro che entrano quotidianamente nella nostra sala e che la fanno diventare il luogo dove ci si incontra, ci si emoziona e si pensa, che poi a pensarci bene è  forse questo il vero premio.

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Sull'autore

Arianna Prevedello

Arianna Prevedello

Responsabile Comunicazione ACEC