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3/19 (Silvio Soldini)
Ritrovare la dignità

Camilla è un’avvocatessa aziendale di successo nella Milano contemporanea. Totalmente devota alla professione e separata da anni, si occupa solo superficialmente della figlia universitaria mentre intrattiene una relazione “senza impegno” con un uomo sposato. Un incidente notturno sotto la pioggia le provoca un braccio rotto ma soprattutto la mette di fronte alla morte di un ragazzo in motorino anch’egli coinvolto. Quello è il punto di partenza per un viaggio intimo dentro alla propria coscienza, ripercorrendo rimossi sigillati da diversi anni verso la scoperta, forse, di un nuovo sé.

L’undicesimo film di finzione di Silvio Soldini mette al centro, ancora una volta, una donna alle prese con la propria emancipazione rispetto a un destino che la vedrebbe, altrimenti, vittima di scelte altrui. Con la sua protagonista – un’intensa Kasia Smutniak –  sempre in scena, 3/19 appartiene al filone drammatico del regista italo-svizzero, quello per la verità in cui meno riesce ad esprimere ed imprimere la propria cifra autoriale, che trova invece la sua miglior riuscita in alcune memorabili e intelligenti commedie, una fra tutte il folgorante Pane e tulipani (2000).  Il percorso drammaturgico che viene creato sul personaggio di Camilla presenta in tal senso non pochi risvolti prevedibili nel suo tentativo di “tener dentro” sia l’aspetto propriamente personale della donna, che quello di denuncia sociale e civile rispetto a un sistema sempre meno incline al rispetto della dignità umana.  Mettendosi sulle tracce dell’identità del ragazzo che resta fatalmente vittima dell’incidente che l’ha coinvolta, la donna trova un modo per risarcire se stessa, i propri fantasmi, e farsi improvvisa paladina di un mondo diverso, più giusto, nell’ambito di una giungla disumanizza. I cliché chiaramente sono i primi elementi ad emergere dentro la forzatura di questa parabola umana per quanto edificante la si voglia interpretare: seppur “sintomo” del cambiamento che da sempre illumina il cuore narrativo di Soldini, la protagonista di 3/19 non sempre è sviluppata con scelte credibili. Purtroppo anche la regia offre poche idee cinematografiche a vantaggio, invece, di uno sguardo per lo più appiattito sullo stile televisivo.

 

3/19
regia: Silvio Soldini
cast: Kasia Smutniak, Francesco Colella, Caterina Forza, Paolo Mazzarelli
Italia/Svizzera 2020
Durata: 120′

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Sull'autore

Anna Maria Pasetti

Anna Maria Pasetti Milanese, saggista, film programmer e critica cinematografica, collabora con Il Fatto Quotidiano e altre testate. Laureata in lingue con tesi in Semiotica del cinema all’Università Cattolica ha conseguito un MA in Film Studies al Birkbeck College (University of London). Dal 2013 al 2015 ha selezionato per la Settimana Internazionale della Critica di Venezia. Si occupa in particolare di “sguardi al femminile” e di cinema & cultura britannici per cui ha fondato l'associazione culturale Red Shoes. . Ha vinto il Premio Claudio G. Fava come Miglior Critico Cinematografico su quotidiani del 2020 nell’ambito del Festival Adelio Ferrero Cinema e Critica di Alessandria.