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UN ANNO CON SALINGER (Philippe Falardeau)
La letteratura come trampolino per la vita

Nel 1995 Joanna è una ragazza che sogna di poter pubblicare le proprie poesie ma intanto deve fare i conti con la necessità di trovare un lavoro. Viene così assunta, a New York, in un’agenzia letteraria diretta da Margaret, una donna rigorosa che in repertorio ha, tra i suoi autori, J. D. Salinger. Joanna si ritrova così, per conto di uno degli scrittori più riservati che la storia della letteratura abbia annoverato tra le sue fila, a rispondere con freddi messaggi formali alle migliaia di lettere inviate dagli ammiratori di un ‘fantasma’ che la intriga ma che appare irraggiungibile. La sua vita privata, intanto, sta cambiando, insieme alle sue relazioni con i coetanei…

Tratto dal bestseller di Joanna Rakoff, legato a doppio filo con l’autore de Il giovane Holden e con le vicende autobiografiche della stessa Rakoff, animato da un appassionante slancio letterario e da una emozionante sequenza di ballo, tenera e liberatoria, Un anno con Salinger è un film elegante, talvolta brillante anche se persin troppo edulcorato. Più che “Il diavolo veste Prada a scuola di letteratura”, come da slogan promozionale, è un coming of age sul fascino ispirativo (mai corrosivo) di romanzi, racconti e poesie e il loro riverbero ‘motivazionale’ dal testo scritto ad una vita quotidiana in fieri: l’esigente Margaret interpretata da Sigourney Weaver è ben distante dalla tirannica Miranda impersonata dal Meryl Streep nel film di David Frankel, anche se il candore e l’intraprendenza della Joanna incarnata da Margaret Qualley ricordano da vicino la giovane giornalista raffigurata da Anne Hathaway.

La traiettoria esistenziale evidenziata dal film di Philippe Falardeau (già autore dell’apprezzato Monsieur Lazhar, anch’esso legato, seppure sul versante didattico-scolastico, alla necessità di una ‘guida’ nella vita e alla trasmissione del sapere) trova dunque sostanza nell’incontro, più che scontro, tra le due donne: l’una, la direttrice dell’agenzia, intenzionata a difendere il passato da un presente giudicato invadente (il fiume di richieste indirizzate a Salinger, ma anche i computer, ignorati per le care macchine da scrivere), l’altra, la sua assistente, pur attirata da un passato ‘caldo’, profumato e struggente, protesa verso un futuro carico di aspirazioni (la sua vocazione alla scrittura, che matura dall’impulso alla personalizzazione delle risposte alle lettere dei fans di Salinger). La contrapposizione fra arte e business, popolarità e privacy, amore e ambizione viene relegata sullo sfondo. Punto di sintesi di questi due mondi, il vecchio e il nuovo, e autentico humus creativo, è l’ufficio dalle pareti ricoperte di legno e dagli arredi vintage in cui lavorano entrambe le donne. Un luogo dalle atmosfere retrò in cui il filo del tempo viene pazientemente riavvolto. E dove la voce al telefono di J. D. Salinger (lasciato visivamente sempre fuoricampo, tranne qualche inquadratura sfuggente) riempie i pensieri di fascino antico e le parole di moderne suggestioni.

 

UN ANNO CON SALINGER
Regia: Philippe Falardeau
Nazionalità: Canada, Irlanda 2020
Durata: 101’
Interpreti: Margaret Qualley, Sigourney Weaver, Douglas Booth, Seána Kerslake

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Sull'autore

Paolo Perrone

Giornalista professionista, critico cinematografico, curatore di rassegne e consulente alla programmazione, è direttore responsabile della rivista Filmcronache e autore di numerosi saggi sul cinema. Per Le Mani ha scritto Quando il cinema dà i numeri. Dal mathematics movie all'ossessione numerologica.