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CHE FINE HA FATTO BERNADETTE? (Richard Linklater)
Quando il genio creativo implode

Ex enfant prodige – e donna bellissima– nel mondo dell’architettura “creativa”, Bernadette Fox ha seguito le orme del marito informatico Elgie e si è ritirata a vita privata a Seattle, lasciando una New York ovviamente più stimolante. Con lui ha avuto una figlia, Bee, sveglia e intelligente come lei, ma di certo meno affascinante. Quando la ragazzina porta a casa una pagella eccellente, chiede ai genitori come regalo di promozione un viaggio in Antartide con loro. La coppia acconsente, ma da quel momento tutte le ossessioni e le nevrosi di Bernadette subiscono una ricaduta, mettendo in evidenza un disagio che si è manifestato dal momento in cui ha smesso di disegnare e realizzare le sue incredibili “creature” d’arte architettonica.

La cosa più pericolosa al mondo è un artista che non può esprimersi”. Da tale concetto è partito l’interesse di Richard Linklater nei confronti del bestseller omonimo al film di Maria Semple, che appunto mette al centro l’attenzione sui tormenti interiori – ma anche manifesti – di un talento dell’architettura contemporanea dotata di un approccio totalmente artistico nei confronti della sua professione.   Se è vero che la produzione ha deliberato di affidare al cineasta di Austin il progetto di adattamento (e successiva regia) dal romanzo per la sua nota capacità di elaborare personaggi complessi con inarrivabile sensibilità, è probabile che le pur acclamate doti di Linklater non sarebbero bastate senza la presenza di una delle migliori interpreti mondiali nel ruolo di Bernadette. Questa donna affascinante ed energica che letteralmente “implode” nella propria inespressa smania creativa, vibra infatti dentro al corpo e alla voce di Cate Blanchett, il motore principale di un’opera che non supera il livello di i”interessante” e “gradevole” in un’ipotetica scala di giudizio. Certamente il Linklater touch si sente, a tratti, e fa lievitare le emozioni liquide che partono da e tornano ai character, ma l’operazione risente complessivamente di carenza di originalità (il soggetto, appunto, non è originale come nelle consuetudini del regista texano) e di una sostanziale debolezza drammaturgica. Pur (sor)ridendo di e con la goffa Bernadette, provando tenerezza per Bee ed Elgie che si adoperano oltre ogni limite per difenderla e assecondarla in ogni sua “esigenza” seppur fuori dagli schemi, è difficile aderire e farsi catturare completamente nelle trame strutturali di questo dramedy famigliare, decisamente in crescita nella seconda parte quando si concretizza il viaggio fra i ghiacci, ovvia metafora della ricerca di arte radicale perpetrata dalla donna, ma anche luogo impervio e solitario come il suo carattere.

CHE FINE HA FATTO BERNADETTE?
Regia: Richard Linklater
Cast: Cate Blanchett, Billy Crudup, Kristen Wiig
USA 2019
Durata: 104′

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Sull'autore

Anna Maria Pasetti

Anna Maria Pasetti

Milanese, giornalista e critico cinematografico, collabora con Il Fatto Quotidiano, Vivilcinema e altre testate. Laureata in lingue con tesi in Semiotica del cinema all’Università Cattolica ha continuato gli studi in Film Studies al Birkbeck College (University of London). Dal 2013 al 2015 è stata selezionatrice della Settimana Internazionale della Critica di Venezia. Si occupa in particolare di “sguardi al femminile” (seleziona per il concorso del festival Sguardi Altrove) e di cinema & cultura dalla Gran Bretagna.