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DOPPIO SOSPETTO (Olivier Masset-Depasse)
Thriller psicologico tra Hitchcock e Chabrol

All’inizio degli anni Sessanta Alice e Céline abitano in due villette a schiera gemelle e sono legate da una grande amicizia, che le porta a condividere ogni cosa. Questa armonia perfetta si spezza il giorno in cui Alice assiste, impotente, alla morte accidentale di Maxime, il figlio di Céline: accecata dal dolore, Céline rimprovera ad Alice di non aver fatto il possibile per salvare suo figlio e sembra meditare una sconvolgente vendetta…

Tratto dal romanzo Derrière la haine di Barbara Abel, Doppio sospetto si muove, fin dalla perturbante sequenza d’apertura, lungo i territori della suspence cari ad Alfred Hitchcock. Il ‘maestro del brivido’ è uno dei modelli di riferimento espressamente citati da Olivier Masset-Depasse nelle note di regia, insieme a David Lynch e Douglas Sirk. In realtà, più che un ‘giallo’, un noir o un melò, il film del regista belga è un thriller psicologico dalle suggestive ambientazioni d’epoca, capace di racchiudere l’intera vicenda, salvo rare sequenze en plein air, negli ambienti domestici della villetta bifamiliare in cui si snoda la ‘partita a due’ tra le vicine di casa.

Non a caso, il titolo originario del film è Duelles, in riferimento agli scontri tra le due donne/madri, così intimamente legate da sovrapporsi e rispecchiarsi vicendevolmente: una bionda (interpretata dalla Veerle Baetens di Alabama Monroe), l’altra bruna, in omaggio a Hitchcock. D’altronde, tutto in Doppio sospetto appare duplice e complementare: due sono le coppie sullo schermo, affiatate e solidali; due gli appartamenti adiacenti e speculari, separati solo da una siepe, di cui entrambe le famiglie possiedono le reciproche chiavi d’ingresso; due sono i figli, uno per coppia, tanto amici da sentirsi quasi fratelli. Esasperando questo schema di continui, reiterati raddoppi, il plot arriva a far deflagrare le coordinate di riconoscimento e procede a divaricare il confine sottile che separa la realtà dall’illusione, anche se all’innesco di ogni miccia segue regolarmente una momentanea tregua, rimessa in discussione, subito dopo, da una nuova fiammata di supposizioni, nevrosi, paranoie.

Nel film di Masset-Depasse, in effetti, convivono istinto materno e gelosie femminili, inadeguatezze esistenziali e fragilità matrimoniali, lampi di frustrazione e sguardi furtivi, sentimenti irrisolti e sensi di colpa. Un repertorio niente affatto lontano dal cinema di Claude Chabrol, al quale Doppio sospetto, nel suo compito di svelamento del ‘buio nella mente’ che si cela dietro il conformismo borghese, si allinea diligentemente

DOPPIO SOSPETTO
Regia: Olivier Masset-Depasse
Nazionalità: Francia, Belgio, 2018
Durata: 97 minuti
Interpreti: Veerle Baetens, Anne Coesens, Mehdi Nebbou, Arieh Worthalter, Jules Lefebvres

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Sull'autore

Paolo Perrone

Paolo Perrone

Giornalista professionista, critico cinematografico, direttore della rivista "Filmcronache", è autore di numerosi saggi sul cinema e, per Le Mani, di "Quando il cinema dà i numeri. Dal mathematics movie all'ossessione numerologica".