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Gayby Baby
La genitorialità omoparentale raccontata dai figli

Ebony, Matt, Gus e Graham sono dei preadolescenti che affrontano i problemi tipici di quell’età. A questo si aggiunge il fatto di avere dei genitori omossessuali, che possono attirare l’attenzione e le critiche di chi fatica ad accettarli: come fronteggiare questa realtà?


Inseguire i propri sogni, affrontare la religione, conciliare il rapporto con i familiari e risolvere i problemi scolastici sono situazioni comuni, ma nel corso dell’adolescenza diventano questioni chiave per definire la propria identità. I protagonisti di Gayby Baby raccontano le proprie speranze e affrontano la vita di ogni giorno con la maturità di chi ha dovuto prendere coscienza di avere dei genitori gay in un mondo che si domanda se questo sia lecito o meno.

Le decisioni prese dai ragazzi sono dettate anche da questa consapevolezza: Matt si sente allontanato dalla chiusura della Chiesa nei confronti della madre molto credente, ma attivista dichiarata, mentre Ebony cerca di diventare una cantante e, per farlo, vuole entrare in una scuola in cui le sue mamme non saranno guardate con diffidenza.

Il tema della genitorialità omoparentale è affrontato dando voce a chi la vive, non limitandosi a offrire pareri di esterni, ma offrendo una prospettiva interna. La regista, cresciuta anche lei da due madri omosessuali, muove la macchina da presa con discrezione nelle loro giornate, segue i giovani evitando giudizi, dando voce ai loro pensieri e sogni, pur non nascondendo le difficoltà che sono chiamati ad affrontare anche a causa del contesto in cui vivono. Graham, per esempio, deve aggiungere ai problemi scolastici il trasferimento nelle Fiji, zone molto diffidenti nei confronti delle coppie gay; mentre Gus sente il bisogno di affermare la propria identità maschile in una casa femminile e trova la risposta nella passione per il wrestling.

Il quadro offerto dal documentario è vario, dando spunti validi per una serata dedicata al tema della genitorialità, dell’omofobia e dell’omosessualità.


Per programmazioni: //www.zalab.org/projects/gayby-baby-2/

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Marta Marchesi