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IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE di Alexandre de la Patellière & Matthieu Delaporte
Amici e bugie

Arthur e César sono due grandi amici ma dai caratteri decisamente diversi: il primo è un ricercatore introverso, separato dalla moglie e dalla figlia, il secondo un estroso uomo d’affari ma tecnicamente fallito. A seguito di un enorme malinteso entrambi si convincono che l’amico abbia contratto una grave malattia e non abbia più scampo: decidono così di riprendersi il tempo perduto e godersi insieme i giorni che verranno, tra i ricordi del passato e nuove avventure destinate a lasciare un segno profondo. 

Era il 2012 quando nelle sale francesi usciva Le prénom (in Italia lo faceva solo pochi mesi dopo con il titolo Cena tra amici), la prima regia condivisa di Alexandre de la Patellière e Matthieu Delaporte, stimata coppia di sceneggiatori e drammaturghi francesi che così portavano sullo schermo una loro fortunata pièce teatrale. Un film apprezzato in patria (vinse due Cèsar) che lasciava presagire un rapido coinvolgimento della coppia nell’effervescente produzione di commedie che ha caratterizzato il cinema transalpino degli anni ‘10. Sensazione che si è rivelata errata alla prova dei fatti, in quanto la loro seconda co-regia – nonostante la loro collaborazione nella scrittura (teatrale e cinematografica) non si sia mai arrestata – arriva solo dopo sette anni. Ciò per sottolineare come la gestazione de Il meglio deve ancora venire sia frutto di un lungo percorso, che De la Patellière & Delaporte hanno utilizzato per individuare e definire i due protagonisti intorno ai quali ruota la vicenda. Una coppia di personaggi cui danno corpo e volto due vere e proprie icone francesi (Fabrice Luchini e Patrick Bruel) ma che, nonostante la loro indubbia qualità performativa e il peso in grado di mettere in gioco, qui tuttavia non sembrano trovare la perfetta amalgama. 

Intrecciando il modello del Buddy-movie con quello della “commedia degli equivoci”, il tema della fratellanza con quello della Morte e dell’elaborazione del lutto, Il meglio deve ancora venire si segnala insomma come un prodotto medio, pronto a strizzare l’occhio al pubblico ma che non brilla né per originalità né per intensità. Una gradevole commedia in cui si sorride diffusamente e che contiene anche situazioni e battute spassose, ma il cui risultato finale sembra essere inficiato da scelte poco congruenti. Un lavoro certamente ben confezionato, ma che alla fine lascia la sensazione della totale supremazia della scrittura a scapito della tridimensionalità dei personaggi, di uno schematismo narrativo che finisce per incidere sulla loro vivacità, sulle loro possibili  aperture, sul loro spazio vitale. Aspetto che, trattandosi di un film sulla Vita, non è certamente secondario. 

 

Titolo originale: Le meilleur reste à venir

Regia Alexandre de la Patellière & Matthieu Delaporte

Con Fabrice Luchini (Arthur), Patrick Bruel (César), Zineb Triki (Randa), Pascale Arbillot (Virginie) 

Francia 2019

Durata 117

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Sull'autore

Francesco Crispino

Francesco Crispino

Francesco Crispino è docente di cinema, film-maker e scrittore. Tra le sue opere i documentari Linee d'ombra (2007) e Quadri espansi (2013), il saggio Alle origini di Gomorra (2010) e il romanzo La peggio gioventù (2016).