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Mio fratello rincorre i dinosauri (Stefano Cipani)

Giacomo, cinque anni, ha due sorelle e attende con impazienza l’arrivo del fratellino Giovanni.
Nel giorno della nascita di Giò, a mamma Katia e papà Davide viene comunicato che il piccolo ha un cromosoma in più. Colti di sorpresa, i due genitori, forti e affiatati, spiegano ai tre figli che la sindrome di Down rende Gió un bambino speciale.
Nell’immaginazione di Giacomo (Jack), Gió viene da un altro pianeta, è un supereroe dotato di poteri misteriosi. E tale rimane per tutta la sua infanzia, finché l’ingenuità non lascia spazio a domande lecite e razionali: Giò avrà amici? Una fidanzata? Resterà solo?
Arrivato al primo anno di Liceo e conosciuta Arianna, su cui vuole fare colpo, Jack del fratello si vergogna. Meglio non nominarlo nemmeno tra i componenti della famiglia, oppure fingere che sia morto. E da qui una bugia dietro l’altra per riuscire a mantenere il segreto… fino a che la veritá viene a galla, e con essa le paure e le fragilità.
Ma in questa famiglia si cerca di comprendersi a vicenda, dedicandosi il tempo del dialogo, che sia a tavola o nel posto delle notizie importanti (il parcheggio del discount). Le decisioni vengono condivise, anche mettendo ai voti, e gli errori hanno un perché.
Potrebbe sembrare una favola edulcorata e poco credibile, invece in questo film c’è una storia di vita vera: è la storia della famiglia Mazzariol, che abita nel trevigiano, raccontata dal “vero” Giacomo nell’omonimo libro da cui è tratto il film, pubblicato nel 2016 quando Jack aveva 19 anni (oggi 300.000 copie vendute).
Alla sua opera prima, Stefano Cipani adotta uno sguardo tenero e divertente al tempo stesso, con l’intento di mantenere la leggerezza del romanzo di formazione per parlare di diversità con un linguaggio semplice e genuino.
Seppure qualche passaggio nella sceneggiatura possa risultare frettoloso o poco approfondito, si esce dalla sala con il sorriso stampato sulle labbra e una buona dose di gratitudine per questo esempio familiare di vitalità e apertura.
La coppia Alessandro Gassman – Isabella Ragonese restituisce poi con gentilezza la complicitá di due genitori che nelle sfide del quotidiano non dimenticano la positività contagiosa dell’ironia.
Ce lo ricorderemo allora come un film per tutta la famiglia, che emoziona e fa, semplicemente, bene al cuore.

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Marta Meneguzzo