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“MOGLIE E MARITO”: IMPARARE AD AMARE ASCOLTANDO LA CONDIZIONE DEL CONIUGE
Cinema e relazioni di coppia/Scheda 5

Grazie alla tecnologia il cinema cerca di risolvere problemi che nella realtà spesso non trovano soluzione e che spesso piuttosto diventano causa di separazioni, fallimenti e inevitabile dolore. C’era già riuscito Michel Gondry in Eternal Sunshine of the Spotless Mind (Se mi lasci ti cancello), quando fece riflettere i suoi protagonisti Joel e Clementine grazie alla possibilità di cancellare i ricordi dalla mente. Carmen Danza e Giulia Steigerwalt, le sceneggiatrici di Simone Godano, tentato di fare una cosa altrettanto complessa in Moglie e Marito: mettersi letteralmente nei panni dell’altro coniuge. Indossarli in tutto e per tutto e muoversi come farebbe l’altro, parlare come l’altro, vestirsi come l’altro, sedersi come l’altro, fare il lavoro dell’altro, avere gli impegni dell’altro, i colleghi, gli orari, la biologia. E così per gran parte del film mentre guardiamo Andrea stiamo in realtà con Sofi e viceversa. L’unico a rendersene conto davvero – tra i personaggi di corredo – è il figlio che coglie le evidenze dello scambio di personalità dei genitori e lo esprime a scuola…

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Sull'autore

Arianna Prevedello

Scrittrice e consulente, opera come animatore culturale per Sale della Comunità circoli e associazioni in ambito educativo e pastorale. Esperta di comunicazione e formazione, ha lavorato per molti anni ai progetti di pastorale della comunicazione della diocesi di Padova e come programmista al Servizio Assistenza Sale. È stata vicepresidente Acec (Associazione Cattolica Esercenti Cinema) di cui è attualmente responsabile per l’area pastorale.