Venezia 80 Filmcronache

OMBRA DI FUOCO (Shinya Tsukamoto)
Quello che resta degli uomini dopo la guerra e la violenza

Un film potente e magistrale, forse fuori luogo nella sezione Orizzonti. Ombra di fuoco (Hokage), del maestro Shinya Tsukamoto (già premiato a Venezia nel 2002 e nel 2011 e presente in varie edizioni del Mostra del Cinema) avrebbe meritato certamente un posto nel concorso per il Leone d’oro.

Con una regia asciutta e intima seguamo le vicende di un bambino sopravvissto alla sconfitta del Giappone nella Seconda Guerra Mondiale. Il film è ambientato in un mercato nero giapponese tra le macerie dei una città. In un piccolo ristorante, quasi completamente distrutto dal fuoco, una donna si guadagna da vivere vendendo quel poco che trova e il proprio corpo. Tutta la sua famiglia è morta durante il conflitto. Un orfano di guerra entra occasionalmente per rubare, mentre un giovane soldato smobilitato arriva come cliente, dando alla donna tutto quello che possiede in cambio di ospitalità. I tre ricostruiscono, per un breve momento, una famiglia fatta di sconosciuti, legati dal bisogno di tornare alla normalità, alla pace e all’amore reciproco. I traumi che ognuno ha subito sono eccessivi da sopporta e tutto va in frantumi: i ricordi di guerra del soldato finiscono per emergere in modo violento. L’orfano cerca di sorpavvivere in ogni modo alla nuova rottura, vedendo nella donna una madre che non ha più. Nelle strade violente e consumate dal conflitto una nazione cerca di risollevarsi, la vita cerca la sua strada. Il bambino, dopo aver imparato dalla donna che l’unica via per sopravvivere è il lavoro, diviene l’incarnazione stessa del Giappone che cade e risorge. In una commovente sequenza finale vediamo il bambino che si impegna con sacrificio per progredire verso il futuro.

Ombra di fuoco (Hokage) riprende le tematiche affrontate dal regista nelle pellicole precedenti Nobi (2014) e Zan (2018), ovvero, gli effetti della guerra e della violenza sugli esseri umani. Tsukamoto dice del suo film: “dato che il mondo si sta allontanando dalla pace, mi sono sentito in dovere di girare questo film, come se fosse una preghiera.”

 

Titolo originale: HOKAGE
Titolo internazionale: SHADOW OF FIRE

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Sull'autore

Simone Agnetti

Simone E. Agnetti, Brescia 1979, è Laureato con una tesi sul Cinema di Famiglia all’Università Cattolica di Brescia, è animatore culturale e organizzatore di eventi, collabora con ANCCI e ACEC, promuove iniziative artistiche, storiche, culturali e cinematografiche.