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RARE BEASTS (Billie Piper)

Rare Beasts è il racconto di una donna e di un uomo confusi, nevrotici, in costante oscillazione tra l’euforico e il depresso.
Mandy e Pete sono diversissimi e la loro incompatibilità è evidente. Già dal primo appuntamento, scena iniziale della pellicola, emergono il maschilismo di lui e la paranoica sfiducia di lei nei confronti degli uomini: più che una relazione, sembra aperta una guerra tra i sessi. Oltre alla disgregazione psicologica li accomuna il posto di lavoro, che soprattutto per Mandy risulta ormai una forzatura.
Nonostante le premesse, Mandy e Pete iniziano a frequentarsi, forse con la speranza di sentirsi meno soli e tristi. E la cosa, almeno a tratti, sembra funzionare.
Mandy ha anche un figlio, che cerca di crescere nella stessa casa in cui vivono i genitori di lei, arrabbiati e lontani.
Persino il bambino manifesta segnali di ansia (tic accentuati o scenate di urla in mezzo ad una strada) che per il “patrigno” Pete sono incomprensibili e inaccettabili. Si susseguono tra i due adulti continui tentativi di riconciliazione, ma la possibilità di costituirsi come famiglia sembra sfumare sempre piú.
Non sono cosí rare le “bestie” protagoniste del film: sono le donne e gli uomini del terzo millennio (nessuno escluso, nemmeno il prete che celebra il matrimonio di una coppia di conoscenti) incapaci di comunicare e di riconoscere le proprie aspettative, soprattutto nei confronti delle relazioni.
Rare Beasts è scritto, diretto e interpretato dalla britannica Billie Piper, cantante diventata celebre alla fine degli anni Novanta e attrice della serie tv Doctor Who. Il suo primo lungometraggio è una commedia inglese “sopra le righe”, grottesca ed euforica proprio come i suoi personaggi, che alla fine dei conti sembrano dimostrare un gran bisogno di essere amati.
Nell’opera di Piper, solo il rapporto madre-figlio sembra in grado di superare le incomprensioni e recuperare quella complicità silenziosa e salvifica.

RARE BEASTS
di Billie Piper

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Marta Meneguzzo