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SIR – CENERENTOLA A MUMBAI (Rohena Gera)
Un amore difficile

Ratna è una giovane vedova trasferitasi a Mumbai da un piccolo villaggio. Qui ha trovato occupazione come domestica presso l’abitazione di Ashwin, un uomo giovane e ricco costretto ad annullare il proprio matrimonio dopo aver scoperto che la sua fidanzata lo tradiva. Mentre Ratna coltiva il proprio sogno di diventare sarta, tra i due il rapporto inizia a mutare fino a diventare un sentimento profondo. Tuttavia la divisione sociale indiana sembra impedire che tra i due possa realmente svilupparsi.

Presentato alla “Semaine de la critique” di Cannes 2018, l’esordio nel lungometraggio di finzione dell’indiana Rohena Gera non è l’adattamento di una delle tante versioni della celebre favola come potrebbe far pensare il sottotitolo scelto dalla distribuzione italiana, bensì un melò nel quale la cornice di genere è in realtà solo il pretesto per una riflessione sulle differenze di casta che caratterizza ancor oggi l’India.

I due protagonisti appartengono infatti a due classi sociali molto distanti, seppur si trovino a condividere psichicamente e fisicamente situazioni simili. Ovvero sia l’aspetto sentimentale – entrambi escono da una disastrosa, benché diversa, esperienza relazionale che li porta però a vivere un’eguale mancanza -, sia lo spazio del quotidiano. Proprio lo spazio abitativo (all’interno del quale è ambientato gran parte del film) diventa l’elemento metaforico attraverso il quale Gera concentra e articola la propria enunciazione. Lasciando che i movimenti della macchina da presa facciano emergere le differenze e le affinità tra i due protagonisti (frequente ad esempio è l’utilizzo del carrello laterale per sottolineare la prossimità delle stanze in cui vivono, ma insieme anche il muro che ne divide le esistenze), e dando rilievo ai gesti, agli sguardi, alle reazioni che scandiscono il progressivo mutamento del loro rapporto. Tuttavia se è certamente interessante il racconto di una relazione (e della sua impossibilità) attraverso un uso intelligente dello spazio interno, appare meno riuscito il pur apprezzabile tentativo di metterlo in relazione con quello della città. La tentacolare quanto contraddittoria Mumbai rimane più che altro uno sfondo al quale ricorrere per articolare la narrazione, una presenza costante che però sembra rimanere in superficie, senza dare l’impressione d’integrarsi compiutamente nel discorso portato avanti dal film.

Regia Rohena Gera

Con Tillotama Shome (Ratna), Vivek Gomber (Ashwin), Geetanjali Kulkarni (Laxmi)

India/Francia 2018

Durata 99’

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Sull'autore

Francesco Crispino

Francesco Crispino è docente di cinema, film-maker e scrittore. Tra le sue opere i documentari Linee d'ombra (2007) e Quadri espansi (2013), il saggio Alle origini di Gomorra (2010) e il romanzo La peggio gioventù (2016).