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SPACCAOSSA (Vincenzo Pirrotta)
La truffa alle assicurazioni

In un magazzino di Palermo un gruppo di persone frantuma con un trolley pieno di pesi il braccio di un uomo. Questa pratica è utilizzata da un’improvvisata organizzazione criminale che, dopo aver mutilato gli arti a vittime consenzienti, simula finti incidenti per riscuotere lauti indennizzi assicurativi. Vincenzo le recluta tra i miserabili che abitano le vie della città, le stesse in cui Luisa è solita rifornirsi di crack. Ma i problemi di Vincenzo si acuiscono quando, per una serie di errori, si trova ai margini della banda e trova in Luisa la sua unica possibilità: la convince a farsi spaccare le ossa.

Presentato alle “Giornate degli autori” di Venezia 2022 e ispirato a fatti realmente accaduti a Palermo prima del 2018 (l’anno dell’operazione “Tantalo”, ovvero quella con la quale la polizia ha sgominato l’organizzazione criminale), Spaccaossa si segnala immediatamente per il doppio rilevante esordio che lo caratterizza. Da una parte infatti è il primo lungometraggio diretto da uno dei più importanti protagonisti del teatro italiano contemporaneo (drammaturgo, regista, attore), nonché tra gli ultimi eredi della grande tradizione teatrale siciliana, che continua a perpetuare da anni anche nel ruolo di “cuntista” (si veda il bel ritratto che ne rende Giovanna Taviani in Cuntami), ma che è capace anche di mescolare con la sperimentazione di forme di drammaturgia moderne e contemporanee. Dall’altra esso è anche il primo lavoro che vede Ficarra&Picone nell’insolito doppio ruolo di co-produttori e di sceneggiatori al servizio di altri, aspetto che permette di dare materiale a una riflessione non superficiale sulla loro evoluzione nell’ambito della produzione audiovisiva (peraltro certificata anche dal ruolo rivestito nel recente La stranezza di Roberto Andò).

Al di là di queste notazioni però, Spaccaossa si segnala anche per le sua intrinseche qualità, ovvero per l’originalità della vicenda e per il modo con il quale viene informata. Un’originalità che non riguarda solo l’acutezza nel cogliere e poi portare alla luce un’insolita storia di malaffare, ma anche la capacità di coglierne gli aspetti culturali più profondi e di innervarla altrettanto profondamente nel territorio nel quale essa prende forma. La rappresentazione dell’ambiguo rapporto tra la dimensione maschile e quella femminile, così come quella di una Palermo livida e piovosa, algida e barocca, lontana dalle consuetudini con cui viene ritratta e che la fotografia firmata da Daniele Ciprì restituisce in tutta la sua asprezza, risultano infatti tra le scelte più convincenti dell’operazione. Così come sullo stesso piano appare la direzione del nutrito coro di attori, ben amalgamati e altrettanto ben accordati. Aspetto quest’ultimo che se da una parte serve a ricordarci quanto sia alta la qualità degli interpreti siciliani in questo momento storico — dallo stesso Pirrotta, che già solo con la propria presenza corporea testimonia la tragica dimensione del proprio personaggio e del suo sofferto quanto insopprimibile legame con la madre, altrettanto ben resa da Aurora Quattrocchi, a Ninni Bruschetta, Giovanni Calcagno, Luigi Lo Cascio —, dall’altra diviene l’inequivocabile segno di un’attitudine moderna, intermediale, ovvero di metodo attoriale e di lavoro sul personaggio che sanno trasmigrare da un medium all’altro (in questo caso dal teatro al cinema) senza denunciare debiti o manifestare zavorre.

Spaccaossa insomma è un lavoro che, al netto di qualche lieve ridondanza, peraltro non influente sull’esito finale, si segnala come uno degli esordi italiani più rilevanti del 2022.

 

Regia Vincenzo Pirrotta

Con Vincenzo Pirrotta, Selene Caramazza, Ninni Bruschetta, Giovanni Calcagno, Luigi Lo Cascio, Aurora Quattrocchi

Italia 2022

Durata: 105’

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Sull'autore

Francesco Crispino

Francesco Crispino è docente di cinema, film-maker e scrittore. Tra le sue opere i documentari Linee d'ombra (2007) e Quadri espansi (2013), il saggio Alle origini di Gomorra (2010) e il romanzo La peggio gioventù (2016).

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