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DOVE BISOGNA STARE (Daniele Gaglianone)
Quattro donne in aiuto ai migranti

Lorena, Elena, Georgia, Jessica: quattro donne di età differenti, residenti in luoghi diversi lungo la nostra Penisola (Pordenone, Oulx, Como e Cosenza), impegnate in attività di volontariato per l’accoglienza dei migranti. Le loro testimonianze, la loro quotidianità, i loro pensieri compongono il ritratto operoso di un Paese ancora capace di mettere al centro del proprio agire dignità e solidarietà…

“Una possibile risposta a questi tempi cupi”, un documentario che “non racconta l’immigrazione dal punto di vista di chi sceglie di partire o è costretto a farlo”, bensì un film “su di noi, sulla nostra capacità di confrontarci con il mondo e di condividerne il destino”. Parole chiare, quelle di Daniele Gaglianone, che riassumono con precisione il senso dell’ultimo lavoro del regista de I nostri anni, Pietro, Ruggine, La mia classe (ma anche di tanti doc apprezzati e premiati, come Rata neće biti). Co-prodotto dalla ZaLab di Andrea Segre e realizzato in collaborazione con Medici senza frontiere, suddiviso in capitoli intitolati con parole estrapolate dai colloqui con le quattro volontarie, Dove bisogna stare, di cui Gaglianone è anche autore di soggetto e sceneggiatura insieme a Stefano Collizzolli, mostra nella sua linearità narrativa l’importanza dei piccoli gesti di un’etica senza bandiere, informale e non strutturata.

Nelle storie di Lorena, 64 anni, psicologa e psicoterapeuta in pensione che fornisce soccorso ai pachistani rifugiati nella jungle, la periferia industriale di Pordenone deserta da anni, nelle vicende di Elena, che nella sua casa di Oulx ospita un giovane camerunense che ha attraversato a piedi nudi la frontiera innevata in Val di Susa, rischiando l’amputazione per congelamento, nella vitalità di Georgia, 26 anni, ex segretaria in uno studio medico a Como, che aiuta chi si accampa senza futuro davanti alla stazione ferroviaria, e nell’energia di Jessica, la più giovane delle quattro, anch’essa residente nel centro sociale Rialzo di Cosenza di cui è responsabile, un edificio abbandonato in cui hanno trovato riparo ottanta persone giunte da Gambia e Marocco, c’è un netto ribaltamento di prospettiva. Uno sguardo “neutro”, quello di Gaglianone, ma niente affatto passivo, che nella pratica esperienziale trasferita sullo schermo si allontana da ogni forma di reclamizzata “straordinarietà” per condurre lo spettatore (e il cittadino) ad una fattiva, coinvolgente “ordinarietà”. Senza rinunciare a mostrare le fragilità delle quattro donne, né la complessità legata al tema delle migrazioni: dalle difficoltà burocratiche alle barriere linguistiche, dall’assistenza medica alle mediazioni culturali.

Regia: Daniele Gaglianone

Nazionalità: Italia, 2018

Durata: 98′

Interpreti: Lorena Fornasier, Elena Pozzallo, Georgia Borderi, Jessica Cosenza

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Sull'autore

Paolo Perrone

Paolo Perrone

Giornalista professionista, autore per Le Mani di "Quando il cinema dà i numeri. Dal mathematics movie all'ossessione numerologica", ha scritto numerosi saggi sul cinema e collaborato con alcuni dei più autorevoli periodici russi. È membro di giuria dei David di Donatello.