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Crescono molte sale Acec ma servono gli aiuti giusti
Imparato commenta i dati Cinetel 2016

Più 6% per i biglietti e più 3% anche per gli incassi: almeno per il cinema il 2016 lascia agli addetti del settore un buon ricordo. Abbiamo chiesto a Carmine Imparato, responsabile del Coordinamento nazionale della programmazione,  un aiuto nell’interpretazione di questo timido segno positivo presentato dai dati Cinetel annuali nella recente conferenza stampa.  «Leggendo i dati non troppo rassicuranti del report Cinetel anno 2016 – commenta Imparato –, nonostante il cinema italiano sia riuscito a ritagliarsi una soddisfacente fetta di mercato, le parole del Presidente ANICA Francesco Rutelli (“Il cinema non può esistere senza la sala“) dette a margine della presentazione dei dati, sono un’iniezione di fiducia che fanno ben sperare. Bello vedere idee vincenti e realizzate “in casa” nelle prime due posizioni di classifica; importante allo stesso modo sapere che c’è chi sta lavorando per migliorare ulteriormente il vivaio del prodotto nostrano. Nell’era digitale dobbiamo abituarci a tanto prodotto anche se, purtroppo, proposto e concentrato in determinati periodi dell’anno: fa parte del cambiamento. Abituiamoci, ed allo stesso tempo abituiamo il nostro pubblico, al cambiamento che non riguarda solo gli addetti ai lavori ma anche e soprattutto chi del prodotto cinematografico ne usufruisce. Creare nuovo pubblico è da sempre il nostro obiettivo, crearlo e farlo crescere nel migliore dei modi dev’essere la nostra priorità».

  • Concretamente, allora, come si potrebbero aiutare le sale?

Premettendo che fortunatamente tante delle nostre sale ragionano come grandi esercizi ed hanno capito le potenzialità che hanno ed altre sono sulle orme di queste, le sale si aiutano dando la possibilità alle stesse di poter proporre al proprio pubblico una multiprogrammazione ragionata e finalizzata alla multiofferta per le diverse tipologie di target che ciascun esercente pensa di poter raggiungere all’interno del proprio territorio. E questo già dalle prime settimane di uscita dei film. Chiaro che dev’esserci un rapporto di fiducia ben coeso tra distribuzione ed esercizio altrimenti questo non è fattibile.

  • Altre proposte ficcanti per la quotidianità dell’esercizio?

Si aiutano diminuendo le percentuali di noleggio e a maggior ragione questa cosa dovrebbe essere attivata  soprattutto per quelle strutture che hanno terminato le VPF: perché i costi sono rimasti quelli che c’erano quando avevamo i proiettori in 35mm? Si aiutano abbassando i minimi garantiti spesso troppo elevati; sono sempre quelli che a chiusura bilanci di esercizio fanno lievitare in proporzione le percentuali di noleggio film (nella stragrande maggior parte dei casi non si riesce a stornare con lo sbigliettamento, la quota del minimo garantito imposto per una proiezione). Si aiutano offrendo continuamente agli esercenti, e questo va dato atto alle distribuzioni di aver fatto grandi passi in avanti, materiale promozionale per una comunicazione verticale che parte dagli strumenti social al file della singola locandina da stampare all’interno del proprio cinema.

  • Si aiutano realmente con le giornate al cinema a due euro?

Si aiutano facendo si che una bella iniziativa come questa del cinema scontato per premiare gli spettatori assidui e creare nuovo pubblico, vada di pari passo con un’operazione ragionata insieme all’intero esercizio e ascoltando le problematiche messe in campo da chi tutti i giorni sta in “trincea” nei cinema. La cosa più ovvia è che, così come per il biglietto d’ingresso al cinema, tutti o la maggior parte dei costi annessi si abbassassero in maniera proporzionale non facendo così gravare per la maggior percentuale i costi solo sull’esercizio.

  • Com’è stato, in particolare, l’andamento delle sale della comunità nello scorso anno?

Non abbiamo ancora tutti gli strumenti per poter definire e delineare un andamento preciso delle Sale della Comunità e dobbiamo lavorarci in fretta per monitorare al meglio ciò che siamo. Al contempo sappiamo che siamo quelli a cui fortunatamente basta poco per esser contenti: abbiamo bisogno di pochi film di cartello in un anno per arrivare a pareggio e continuare a portare avanti la nostra mission. Nei dialoghi sempre aperti con tutti i miei colleghi però c’è stato un ottimismo generale dai dati presenze/incassi dell’anno appena concluso tale da farci credere che siamo sulla buona strada rispetto a quello che stiamo facendo, anche se dobbiamo migliorare diversi aspetti del nostro essere animatori di Sala. Ovviamente sono andate bene dappertutto dando tanta “aria” buona ai nostri cinema le commedie posizionate ai primi due posti della classifica Cinetel così come i tanti cartoni animati ben accolti sempre dalle famiglie che frequentano abitualmente le nostre sale. Bene anche i film d’azione e, cosa per noi molto importante, evidenziamo un buon aumento dei film di qualità; crescono infatti i cineforum ed aumenta il numero di quelle sale che, da sempre improntate verso una programmazione più “commerciale”, spesso optano per una proposta nel weekend di film di qualità. Anche questo fa ben sperare.

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Sull'autore

Arianna Prevedello

Arianna Prevedello

Scrittrice e consulente, opera come animatore culturale per Sale della Comunità circoli e associazioni in ambito educativo e pastorale. Esperta di comunicazione e formazione, ha lavorato per molti anni ai progetti di pastorale della comunicazione della diocesi di Padova e come programmista al Servizio Assistenza Sale. È stata vicepresidente Acec (Associazione Cattolica Esercenti Cinema) di cui è attualmente responsabile per l’area pastorale.