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EL OTRO TOM (Rodrigo Plá, Laura Santullo)
Una madre e un figlio tra relazioni fragili e imposizioni sanitarie

Rodrigo Plá e Laura Santullo sono autori noti al pubblico veneziano per la scelta di un cinema di denuncia, volto ad indagare le ingiustizie sociali e sanitarie panamericane. Fin dal film di esordio La zona (2007) premiato con il Leone d’oro del futuro alla Mostra del Cinema e a seguire con Un mostro dalle mille teste (Orizzonti, 2017), queste tematiche sostengono i racconti di persone alle prese con la sanità pubblica assente, la sicurezza civile degradata e la reazione privata, con tutte le storure che ne conseguono. Ogni risposta alle difficoltà sociali sembra ampliare il divario tra chi può e chi no, chi ha modo di curarsi e chi no, chi ha modo di vivere tranquillo nella sua casa e chi vive nella paura. Sei anni dopo i due registi messicani tornano a Venezia 78 per raccontare, con un tono meno teso de film precedenti, il rapporto tra una madre sola e un figlio con disturbi del comportamento.

La questione della somministrazione di psicofarmaci ai bambini è un problema che, se poco presente in Italia, negli USA è invece una realtà frequente. Quando sono diagnosticati il disturbo da deficit dell’attenzione e l’iperattività vengono prescritti, senza troppi scrupoli, calmanti e psicofarmaci considerati curativi e obbligatori, dando il via ad una serie di effetti collaterali e relative medicine per contrastare quest’ultimi, che portano i ragazzi a sviluppare altri disturbi.

El otro Tom è una di queste storie, Elena, madre ispano-americana single è la madre di Tom, bambino problematico a cui, dopo una serie di eventi critici, vengono rapidamente somministrati degli psicofarmaci per curare il disturbo da deficit di attenzione. La donna deve lavorare e il padre è una figura lontana e, scopriremo, immatura. La scuola non vuole avere problemi comportamentali in classe e attiva ben presto i servizi sociali, obbligando Tom ad assumere i medicinali per spegnere i suoi comportamenti eccessivi. La tranquillità del ragazzo costa cara in termini di crescita, apatia e insonnia trasformano Tom in un altro bambino, più triste e con tic nervosi.

Un drammatico episodio mette in allarme la madre in merito agli effetti collaterali di quei farmaci. Quando la donna si rifiuta di continuare a somministrarli, i servizi sociali minacciano di allontanare Tom da lei. Tom non è un bambino facile, non vive con serenità il distacco dal padre e le lunghe assenze per lavoro della madre, così la donna cerca di recuperare la relazione madre-figlio uscendo dagli schemi sociali e interrompendo la somministraizone di psicofarmaci e sonniferi.

Elena non è la paladina di un facile populismo anti-scientifico (argomento che in tempo di pandemia risulta delicato, nonostante il film sia stato girato prima dell’arrivo del Covid). Plà e Santullo non spingono mai la madre a mettere in dubbio il disturbo del figlio, ma pongono dubbi sulle autorità e sul sitema economico che non permette libertà di cura, tra eccessi farmacologici, controlli dei servizi sociali e costosi campi scuola per bambini problematici. Il dubbio che il sistema guadagni e diriga le scelte delle famiglie non è risolto, i due registi propongono una loro soluzione al caso di Tom con la ricostruzione di un contesto familiare sereno, alternativo al campo di cura, ricongiungendo per quei giorni le giovani figure genitoriali sotto uno stesso tetto a protezione del figlio.

EL OTRO TOM
Regia: Rodrigo Plá, Laura Santullo
Durata: 111’
Messico, Usa, 2021
Interpreti: Julia Chávez, Israel Rodriguez Bertorelli

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Sull'autore

Simone Agnetti

Simone E. Agnetti, Brescia 1979, è Laureato con una tesi sul Cinema di Famiglia all’Università Cattolica di Brescia, è animatore culturale e organizzatore di eventi, collabora con ANCCI e ACEC, promuove iniziative artistiche, storiche, culturali e cinematografiche.

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