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GANTZ:O (Yasushi Kawamura)

Yasushi Kamamura, già riconosciuto autore di manga e videogiochi, porta le sue competenze al cinema. E sono competenze di natura soprattutto visiva, nell’invenzione di entità aliene, dai corpi imprevedibili, contro le quali una squadra di redivivi combatte per liberare il Giappone. Il plot funziona esattamente come un videogioco: chi sopravvive riscuote il premio e accede al livello successivo, chi muore se ne va per sempre. Un gioco fantascientifico e splatter, che ha le sue regole e in quanto tale non pretende di confrontarsi col cinema considerato di serie A. Nonostante ci si debba aspettare un ricorso a stereotipi facili della narrazione e a parabole note, l’intreccio traballa quando cerca di definire i tipi di personaggi messi in campo e sovrappone elementi diversi. Questo annulla il residuo spazio emotivo che pure in genere questi film posseggono, a volte addirittura ostentano, e resta solo un lungo combattimento di uomini con tute nere con alieni sempre più mirabolanti fino alla battaglia finale.

Gantz:o non riesce ad essere davvero un film di guerra tra i mondi, né un complesso gioco a scatole cinesi, neppure un romanzo di formazione, una storia d’amore struggente, né nessuna altra opera di genere alla quale pure questo tipo di cinema a volte allude, quando non attinge a man bassa. Restano immagini che possono stare tranquillamente nello schermo di un videogioco senza scomodare il cinema.

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Alessandro Cinquegrani