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“IN VIAGGIO” CON BERGOGLIO
Riflessioni attorno al documentario di Gianfranco Rosi su Papa Francesco

Il pluripremiato documentarista Gianfranco Rosi (Leone d’oro a Venezia per Sacro GRA nel 2013 e Orso d’oro a Berlino per Fuocoammare nel 2016) ha dedicato un pezzo della sua recente carriera cinematografica al Papa e ai suoi viaggi. Se l’ha fatto, va da sé che ha trovato dei buoni motivi per stare appresso a Lui e ai materiali di archivio che documentano questi spostamenti mai improvvisati. Fatta salva la pausa della pandemia, sicuramente quest’ultimi hanno un forte impatto numerico, come chiarisce il regista fin dai titoli di testa del film (37 viaggi, 53 paesi, 9 anni). Per chi in questi anni ha seguito in qualche modo il pontificato di Jorge Maria Bergoglio, 85 anni,  la novità di In viaggio non saranno tanto né il dinamismo né i temi che da questo suo osservatorio privilegiato il regista ha colto e intrecciato (sua è la sceneggiatura; il montaggio di Fabrizio Federico) in un fluire dove si percepisce la progressiva scoperta di un  cristiano al centro della storia del nuovo millennio.

Una nuova Cappella Sistina

Temi come la solidarietà, la dignità, la povertà, la crisi migratoria e la condanna delle guerre sono da sempre fondamenta del lessico vivido di Francesco, l’urgenza universale delle parole del papa che un laico come Rosi ha subito intercettato e sentito probabilmente in forte connessione con la sua biografia documentaristica. Fin qui tutto molto autorevole, ma non per questo uno sguardo inedito su papa Francesco. Ciò che invece rende unica e preziosa l’opera di Rosi è, piuttosto, la pazienza di offrirci un affresco del papa e dei suoi itinerari senza la fretta e, talvolta l’incuria e dispiace dirlo, dei titoli dei giornali, del web, dei social. I viaggi, e in essi i gesti e le parole, chiedono infatti uno spazio di ricezione che in alcuni casi viene sacrificato in titoli d’effetto, talvolta anche polemici.

Le storture della comunicazione contemporanea non risparmiano nessuno, tanto meno il papa, e la genuina partecipazione umana di Francesco, e di chi lo segue in aereo (sì, davvero un privilegio), si perde più spesso nell’esasperata rapidità editoriale lontana anni luce dalle parafrasi del dolore che il papa abbraccia lungo i suoi viaggi. E, intendiamoci, non c’è nulla di retorico in questo discorso, bensì la reale intuizione di Rosi che attraverso il suo documentario affresca una nuova Cappella Sistina, una “teologia visiva” che oggi nell’era contemporanea si esprime (anche) nella potenza umana di Francesco, capace di innalzare gli ultimi – le periferie esistenziali a cui c’ha abituato fin dall’inizio del suo pontificato – alla statura di nuovi “Adamo”.

L’empatia di papa Francesco: un problema o una risorsa?

Mettendo in parallelo alle parole e ai gesti di Francesco, frammenti di altri documentari (solo in parte di Rosi) dedicati alla storia e ai drammi del popolo che via via Francesco incontra, il regista traduce in termini iconici l’empatia che guida ogni scelta comunicativa del papa, sia essa verbale o non verbale. E’ lei invero la grande novità di In viaggio, la (sciagurata?) empatia di Francesco, più spesso fonte di polemiche che non di ammirazione. Troppo laica? Oltremodo contemporanea? Scarsamente cristiana?  Eppure, proprio grazie ad In viaggio, è possibile rendersi conto di quanto Francesco parli ma in realtà sia in ascolto, quanto scelga le parole come se stesse parlando in realtà la sua stessa audience. Francesco è la voce di Adamo, la persona della geografia che sta incontrando.

Francesco si offre come mediazione autentica dell’umanità, come corpo di Cristo che raccoglie su di sé le sofferenze della terra, da Oriente ad Occidente, da Nord a Sud senza distinzioni di religioni, di appartenenze o di etnie. Non si mette in viaggio per proselitismo, sul quale è anche molto critico, ma per curare le ferite di un popolo che dopo paziente riflessione, consiglio e preghiera ha scelto di andare ad incontrare. E’ un viaggio che sgorga dall’intimo del suo discernimento. Scremando tra l’esuberanza degli archivi, nei diversi temi che Rosi porta a galla – tutti davvero indirizzati a sognare e costruire un mondo più giusto – si coglie sempre trasversale la serietà del papa per la migranza spirituale, intellettuale e fisica. In viaggio documenta quanto il papa non dia per scontato viaggiare, quanto non si sottometta a priori all’industria della visita pastorale (rischio ad ogni livello ecclesiastico che qui si rivolge ad un contesto universale).

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Sull'autore

Arianna Prevedello

Scrittrice e consulente, opera come animatore culturale per Sale della Comunità circoli e associazioni in ambito educativo e pastorale. Esperta di comunicazione e formazione, ha lavorato per molti anni ai progetti di pastorale della comunicazione della diocesi di Padova e come programmista al Servizio Assistenza Sale. È stata vicepresidente Acec (Associazione Cattolica Esercenti Cinema) di cui è attualmente responsabile per l’area pastorale.