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LA QUIETUD (Pablo Trapero)

Una donna anziana e le sue due figlie sono le protagoniste di questo film con cui Pablo Trapero torna a Venezia. Si ritrovano in una grande tenuta nella campagna argentina quando l’anziano padre entra in coma a seguito di un ictus. Ma ritrovarsi lì, con qualche uomo che gira loro intorno, e fare i conti con la figura amata e odiata del padre morente, vuol dire far emergere tutti gli scheletri nell’armadio. E sono scheletri che riguardano la Storia pubblica (come hanno fatto a ottenere quel patrimonio se non sono stati collusi con la dittatura militare?) e la storia privata (qual è il vero rapporto tra le sorelle? Si amano, si odiano, si tradiscono, si uniscono per sempre?).

Il film indaga con tenacia le psicologie delle protagoniste svelandone aspetti inattesi, e gioca bene sul ciglio precario tra tragedia e commedia. Ma il suo pregio maggiore è in fondo anche il suo difetto: la presenza, a tratti eccessiva, di svolte narrative. Non sempre e necessariamente colpi di scena, ma sequenze di narrazione forte che paiono sempre definitive. Così lo spettatore non ha il tempo di elaborare l’emozione che subito si accumula a un’altra, impedendo di scendere davvero nei labirinti psicologici delle protagoniste. È esattamente per questo che Alfonso Cuaron in Roma, tematicamente simile a questo (le svolte politiche viste dalla prospettiva di una famiglia benestante) allunga, assai più consapevolmente, tutti i tempi narrativi.

E tutto questo è ancora più evidente nel finale. In questa ansia di dire, dire tutto, senza rispettare le pause e i silenzi, incappa in un’ingenuità evidente, sottolineando in modo spregiudicato ciò che risultava già chiaro, ovvero la sovrapposizione tra le due sorelle. Non serve, se non a cercare banalmente di fare scandalo, esplicitare troppo che già sappiamo. Ci vorrebbe più fiducia nello spettatore, e forse anche nei propri mezzi: non serve mostrare i muscoli, e non serve soprattutto a chi ce li ha.

 

LA QUIETUD
Regia: Pablo Trapero
Interpreti: Martina Gusman, Bérénice Bejo, Graciela Borges, Edgard Ramirez, Joaquim Furríel
Argentina
117’

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Alessandro Cinquegrani