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Le “Giornate del Cinema”
Il 15 e 16 febbraio un'iniziativa delle SdC di Tolmezzo e Artegna in Friuli Venezia Giulia

Un buon film può dischiudere la porta sul mistero e in particolare sulla possibilità di un incontro ravvicinato tra l’uomo e Dio. Al tempo stesso, nella storia del cinema il potenziale spirituale del cinema può finire per passare inosservato, oppure per essere male interpretato assecondando un’attesa mondana di spettacolarizzazione del sacro, che poco ha a che vedere con l’autentica esperienza religiosa. Ma questa ambiguità è propria del fenomeno religioso in sé, va meditata attentamente tanto per chi cerca la purezza della fede quanto per chi non crede o non sa se credere e si interroga – talora disorientato o perplesso – di fronte a proposte di fede non convincenti.

Questo sarà il nucleo principale di lavoro su cui hanno voluto allearsi due belle Sale della Comunità del Friuli Venezia Giulia, il “Nuovo Cinema David” della parrocchia di Tolmezzo e il “Nuovo Teatro Mons. Gelindo Lavaroni” della parrocchia di Artegna: venerdì 15 febbraio e sabato 16 febbraio 2019 la proposta delle “Giornate del Cinema” avrà prima di tutto l’obiettivo di ragionare su questo avvincente tema.

Guidati dal prof. Alberto Bourlot, semiologo dell’Università Cattolica di Milano, “Vedere l’invisibile” sarà il titolo che fa da filo conduttore di tre momenti di approfondimento pensati per i volontari all’opera nelle Sale della Comunità, per gli appassionati di cinema e anche per operatori pastorali sensibili alle potenzialità di evangelizzazione che il linguaggio cinematografico possiede. Due dei tre momenti di approfondimento (la sera del venerdì a Tolmezzo, alle 20.30, e la sera del sabato ad Artegna, alle 20.30) saranno proposti con la modalità del cineforum, immergendosi nella visione e nell’analisi dei film “L’apparizione”, di Xavier Giannoli (Italia, 2018) e “Il miracolo”, di Edoardo Winspeare (Italia 2003). Completa questo viaggio nel cinema dell’incontro tra Dio e l’uomo un lavoro di analisi della figura di Mosè tra cinema e televisione, confrontando diversi frammenti proiettati nella sala di Artegna nel pomeriggio di sabato alle 17.45.

Insieme a tutto ciò, le “Giornate del Cinema” sono una bella occasione per riflettere sul rapporto tra i ragazzi della “Generazione Z” – nati in un mondo interconnesso e caratterizzato da un ampio utilizzo di internet – e il cinema, inteso specialmente come esperienza dell’andare nella Sala della Comunità a vivere insieme ad altri uno spettacolo. Si tratta di mettersi in ascolto di questi ragazzi, attraverso strumenti di indagine rigorosa e adeguata, per scoprire cosa sentono, cosa pensano e cosa dicono i bambini del loro rapporto col cinema. E quale risorsa educativa formidabile possa essere una Sala della Comunità, anche per i più piccoli. In tal senso ricorda il prof. Bourlot: “Una suggestiva frase pronunciata da una bambina di 10 anni, interpellata su cos’è il cinema per lei, suona così: «Il cinema è lo spazio stellato che mi ruota attorno mentre guardo un film in una tv gigantesca»”. Nella sala di Tolmezzo, venerdì 15 febbraio alle 17.45 il cammino delle “Giornate del Cinema” inizierà proprio riflettendo su questo. Accanto al tema del rapporto educativo bambini – Sale della Comunità, il vicepresidente dell’ACEC triveneta, Sante Pirondini, darà elementi di aggiornamento sulla questione della cura per la sicurezza nelle Sale della Comunità, tema di grande delicatezza e importanza per tutti i volontari che vi operano e che hanno a cuore i loro ospiti.

Con questa iniziative, le sale di Tolmezzo e Artegna vogliono fare qualche passo avanti insieme su tre fronti strategici. Il primo è la coltivazione dei gruppi di volontari che animano e fanno vivere le sale stesse, da consolidare sia nel “senso di famiglia” e nella coscienza di una identità e di una missione, sia nella competenza sul linguaggio cinematografico, sia nelle attenzioni di sicurezza e di carattere normativo che è giusto osservare con alti standard di qualità. Volontario non significa, insomma, approssimativo.

Il secondo obiettivo è quello di cogliere le Sale della Comunità non solo come luoghi per il pensiero, il confronto, l’incontro tra parrocchia in uscita e umanità “diversamente credente” in stato di ricerca… ma anche come laboratorio educativo, che può contribuire alla formazione delle coscienze e del senso critico delle giovani generazioni. Il terzo obiettivo è avere cura della “lettura spirituale” del cinema contemporaneo, di cui spesso non si fanno più carico tante comunità cristiane ma che costituisce una formidabile via per condividere la ricchezza di senso che proviene dalla fede e sollevare domande.

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