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MENZIONE SPECIALE ALLA SDC ESPERIA DALLA GIURIA DEL PREMIO LIZZANI
La lettera di Umberto Bodon agli amici dell'ACEC

La giuria del Premio Lizzani ha voluto segnalare quella che definisce la  “straordinaria attività” della  sala della comunità Esperia di Padova,  “attribuendo una menzione speciale al gruppo di volontari che ogni anni offrono le proprie energie per trasmettere e tenere viva la magia della visione sul grande schermo”. Il Premio Lizzani, promosso da ANAC (Associazione Nazionale Autori Cinematografici) è un riconoscimento parallelo della Mostra del Cinema di Venezia. La cerimonia di premiazione delle sale vincitrici del concorso e della consegna al Cinema Esperia di una targa appositamente disegnata da Ettore Scola, è prevista venerdì 6 settembre alle ore 13:00 presso l’Hotel Excelsior al Lido di Venezia.

Orgogliosi per questo riconoscimento pubblichiamo con gioia la lettera di Umberto Bodon – menzionato ufficialmente dalla giuria Lizzani per la sua attività di coordinamento della SdC di Padova – agli amici e colleghi dell’ACEC.

 

Cari amici

sono sorpreso e contento per la menzione speciale assegnata dalla giuria del Premio Lizzani al nostro Cinema Esperia. Un riconoscimento prestigioso è sempre piacevole. Soprattutto se riguarda un’attività di volontariato che, per definizione, ha come unici riscontri la soddisfazione personale e il riconoscimento di chi ti apprezza. E’ bello che la giuria abbia colto e stimato questa dimensione di volontariato e passione.

Passione per il cinema e passione per utilizzare il proprio tempo cercando di fare qualcosa di utile in un ambito che vada al di là del proprio naso. Però dietro alla passione c’è anche una precisa idea di cinema, di cultura, di socialità.

Darsi da fare per svolgere i mille compiti necessari per tenere in piedi una sala cinematografica  esige applicazione continua e professionalità acquisita con tempo e fatica. La passione personale non è sufficiente se a sostenerla non c’è anche (al posto di un ritorno economico) la convinzione di stare facendo un servizio importante.

Amiamo il cinema proprio per questo. Ci piace godere la magia delle immagini in movimento, abbiamo il nostro bagaglio di titoli, autori, divi, scene e sequenze “venerate” che formano la mitologia personale di ogni buon cinefilo. Ma il cinema che più amiamo è quello che, anche facendoci sognare, aiuta a metterci in rapporto con la realtà, ci offre chiavi di lettura, ci apre gli occhi su cose altrimenti non saremmo capaci di vedere, e ci aiuta a penetrarle più intensamente.

E poi amiamo il cinema come luogo. Il “cinema al cinema” è in difficoltà. Si cerca di rivitalizzarlo con un ciclone di innovazioni tecnologiche strabilianti. L’aggiornamento tecnologio è necessario senza riserve. Ma è solo una aspetto del problema.

Le nostre sale di solito non hanno i mezzi per competere con strutture industriali molto più forti ed organizzate. Noi abbiamo dalla nostra parte la ricchezza delle motivazioni ed una storia che è lunga e complicata, se volete, ma che ha sempre guardato al cinema e alle sue sale sottolinenando la loro dimensione umana e sociale.

Oggi si parla di “social media” riguardo a strumenti che spesso sono utilizzati in solitudine, per ingigantire il nostro individualismo agitandolo contro quello degli altri. La sala cinematografica, invece, è ancora un luogo in cui individui sconosciuti si siedono uno accanto all’altro per condividere un sogno, affrontare un’avventura, conoscere meglio la realtà che li circonda ed anche quella che vivono nel loro intimo. E’ lo strumento di una socializzazione non mediata da sollecitazioni epidermiche che non ha molti altre occasioni per svilupparsi. In fondo è per questo che ci diamo tanto da fare: tenere in vita strutture che permettano di incontrarsi, interagire conoscersi,

Noi al Cinema Esperia, come avviene anche nelle vostre sale, cerchiamo di moltiplicare il più possibile queste occasioni di incontro, creando eventi che portino gli spettatori a dialogare fra di loro e con registi, attori, professionisti del cinema, esperti di argomenti affrontati dal film proiettato. Un altro pallino che ci caratterizza è cercare di fare incontrare il pubblico con un tipo di cinema proposto da autori, produttori, distributori, piccoli, spesso locali che non entrano nel giro dei grandi circuiti e dispongono di mezzi limitati ma che spesso riescono a creare dei veri e propri gioielli che meritano di essere conosciuti.

Il nostro amore per il cinema è anche l’amore per le nostre sale che chiamiamo “sale della comunità”. Non è solo la sottolineatura di una proprietà giuridica. La “comunità” per noi è quella che si crea all’interno della sala, dalla condivisione e dai rapporti che essa sollecita, dalle occasioni di incontro che crea e, non ultimo, anche dal clima di accoglienza e di disponibilità che solo chi esercita un ruolo per passione e volontariato sa creare attorno a sé.

Questo è quello che tentiamo di fare e questo è quello che ci sentiamo spronati a fare sempre più e sempre meglio, grazie a questo riconoscimento che vogliamo condividere idealmente con tutti coloro che condividono i nostri sforzi e la nostra visione.

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Sull'autore

Arianna Prevedello

Arianna Prevedello

Responsabile Comunicazione ACEC