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NO ONE LEFT BEHIND (Guillermo Arriaga)

Messico. C’è un funerale in un paesino. Arriva un gruppo di militari americani, tra cui un colonnello. Chiedono di conferire gli onori militari al defunto. Lo designano come un eroe. La famiglia è stupita dal loro arrivo. Si scopre che la causa della morte è un suicidio forse per sindrome posttraumatica forse per la delusione di essere stato espulso dagli Stati Uniti dopo sette anni di servizio nell’esercito. Vorrebbero portarlo in un cimitero americano per veterani ma i genitori rifiutano recisamente. I soldati chiedono e ottengono di poter attendere fino al giorno dopo quando avverrà la sepoltura.
Guillermo Arriaga, già noto sceneggiatore di molti film di Alejandro Gonzales Inarritu, qui confeziona un piccolo (anche per estensione) film in cui però mette tutta la sua bravura di scrittore. Perché senza nessuna retorica mostra come due gruppi di persone, diversissime e quasi opposte, per lingua, usanze, forme di manifestazione del dolore, cibi e caratteri, possano rispettarsi con semplicità e naturalezza.
Si potrebbero fare molte considerazioni a riguardo: sull’assurda inutilità dei muri, sulla necessità di rispettare gli altri riconoscendone la diversità, sulla naturalezza dei gesti minimi che valgono più di ogni retorica. Ma più di mille discorsi già sentiti, vale una storia piccola, con dialoghi riusciti, con attenzione per il dettaglio più piccolo. Tutto si riempie di senso in questo film facendo incontrare due civiltà anche con i loro paradossi. La magniloquenza nazionalista americana non è quindi incompatibile con la vita minuta di contadini americana, purché a mediare tra le due posizioni ci siano solamente gli uomini, coi loro difetti, le loro fissazioni, ma soprattutto con il riconoscimento dell’altro per ciò che è.

NO ONE LEFT BEHIND
di Guillermo Arriaga
Durata: 29’
Messico
Interpreti: Danny Huston, Jorge A. Jimenez

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Alessandro Cinquegrani