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NOIR CASABLANCA (Kamal Lazraq)
Accadde una notte

Nella periferia povera di Casablanca Hassan sopravvive come piccolo trafficante al servizio di un boss della criminalità locale underground. Quando è incaricato di rapire un uomo decide di coinvolgere suo figlio Issam come aiutante per portare a termine la missione. Se inizialmente le cose sembrano funzionare, al sopraggiungere della notte padre e figlio si ritrovano intrappolati in una spirale kafkiana apparentemente senza uscita.

Un noir sociale, nerissimo, simbolico ma anche ironico. Tanto è riuscito a confezionare l’esordiente “in lungo” Kamal Lazraq, nato a Casablanca nel 1984 ma formatosi cinematograficamente a Parigi fin dall’età di 18 anni. Vincitore del premio della giuria di Un Certain Regard al Festival di Cannes 2023, il suo Noir Casablanca (in originale Les Meutes, titolo internazionale Hounds) nasce con l’intenzione di ritrarre l’underground della nota metropoli marocchina celandone, finalmente, il lato occidental-glamour che l’ha resa iconica nel secolo scorso. La parabola narrativa dei suoi antieroi – un padre e un figlio – ha la durata di una notte, per la precisione da un’alba alla successiva, e mette in sequenza una serie di incontri, luoghi e situazioni tutti orientati a un unico scopo: far scomparire un cadavere. Padre e figlio inizialmente manifestano una buona complicità, ma quando Hassan perde il controllo degli eventi, è il ragazzo a prendere in mano l’iniziativa, capovolgendo il rapporto di sudditanza tipicamente marocchino tra padre e figlio. Se tale evento drammaturgico costituisce una chiara mescolanza tra la cultura magrebina di cui Lazraq è nativo e quella europea di cui è adottivo, permette anche al film di spostarsi sull’asse dell’ironia, mettendo contestualmente in risalto alcune situazioni paradossali che vengono a crearsi. In tal senso il sottotetto di commedia nera non è lontano da quanto caratterizza una parte della filmografia siglata dai fratelli Coen, ma virata sullo stile, sui ritmi e sulle atmosfere marocchine. E tali atmosfere il giovane cineasta sembra in grado di utilizzarle al meglio delle sue possibilità: dalle location di disarmante abbandono a – soprattutto – le incredibili facce degli interpreti scelti, tutti attori non professionisti con un vissuto non troppo dissimile da quello messo in scena. La vita condotta fra espedienti e superstizioni, fra desideri e indolenza, fra il rispetto genitoriale e la voglia di guardare oltre la siepe, anzi le dune del deserto. Un piccolo film, lontano dalla perfezione quello di Lazraq, che tuttavia permette allo spettatore di penetrare una realtà poco conosciuta, creandovi attorno un mondo immaginifico di suggestioni e suspence.

NOIR CASABLANCA

Regia e sceneggiatura: Kamal Lazraq

Cast: Abdelatif El Mansouri, Ayoub Elaid

Marocco/Francia/Belgio 2023

Durata: 94′

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Sull'autore

Anna Maria Pasetti

Anna Maria Pasetti Milanese, saggista, film programmer e critica cinematografica, collabora con Il Fatto Quotidiano e altre testate. Laureata in lingue con tesi in Semiotica del cinema all’Università Cattolica ha conseguito un MA in Film Studies al Birkbeck College (University of London). Dal 2013 al 2015 ha selezionato per la Settimana Internazionale della Critica di Venezia. Si occupa in particolare di “sguardi al femminile” e di cinema & cultura britannici per cui ha fondato l'associazione culturale Red Shoes. . Ha vinto il Premio Claudio G. Fava come Miglior Critico Cinematografico su quotidiani del 2020 nell’ambito del Festival Adelio Ferrero Cinema e Critica di Alessandria.

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